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Benvenuti in casa Ba - Un libro per Olga - Come cercare lavoro

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SCENA 0 – CASTELLO DI MIRAMARE Olga, Salif OLGA: Trieste ha una scontrosa grazia. Se piace, è come un ragazzaccio aspro e vorace, con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore; come un amore con gelosia. SCENA 1 – PIAZZA DELL’UNITA’ D’ITALIA– PALAZZO COMUNALE Olga, Salif, Fela SALIF: (guardandosi intorno a scoprire bene la piazza) Questa piazza di Trieste si chiama Piazza dell’Unità d’Italia… ma solo da quando Trieste è unita al resto della nazione! Questa è una città con un passato difficile e doloroso: è stata divisa a lungo tra l’Italia e la ex-Jugoslavia… è stata anche territorio libero per un certo periodo. OLGA: Come fai a sapere così tanto di Trieste? SALIF: Beh, avevo un amico in Senegal che è vissuto molto tempo a Trieste! FELA: Quando si è unita all’Italia? SALIF: Nel 1955. Era una terra di confine, e se questo le ha fatto vivere momenti drammatici, è stata anche una zona di incontro tra culture diverse. Trieste è sempre stata un crocevia di culture e religioni, di etnie… Oggi con l’Europa i confini nazionali sono meno importanti… c’è libera circolazione… ma non è sempre stato così… OLGA: Questa piazza è davvero particolare… sono molto curiosa di vederla domani, alla luce del sole… SALIF: E domani ci verremo a colazione! Il giorno dopo… SCENA 1 bis Olga, Salif, Fela SALIF: Hai visto, Olga… è davvero bella anche di giorno piazza dell’Unità! Olga? Mi hai sentito? Ma cosa fai Olga? Olga sta scorrendo alcuni annunci sul giornale. OLGA: Voglio cercare lavoro e comincio a guardare gli annunci per capire cosa posso fare qui in Italia… OLGA: “Società cerca diplomati ambosessi per vendite telefoniche… Cerchiamo urgentemente impiegato esperienza pluriennale nel campo delle telecomunicazioni… Cercasi elettricista automunito per villaggio turistico. Contratto di 6 mesi con possibile assunzione a tempo indeterminato.…” OLGA: Non vanno bene per me e poi… nel mio paese facevo la segretaria nello studio di un medico ma adesso vorrei fare qualcosa legato alle mie passioni… io adoro leggere… SALIF: Potresti fare la bibliotecaria… OLGA: Ma come potrei fare? Forse un concorso… SALIF: Perché non vai in biblioteca? Magari chiedi qualche informazione… OLGA: Giusto! E comunque posso leggere un bel libro… sai che qui a Trieste, forse proprio perché è una terra di confine, sono nati scrittori aperti ad altre culture, come Italo Svevo, l’autore della “Coscienza di Zeno”… voglio trovare un bel libro… SALIF: Brava! E noi che facciamo Fela? FELA: Senti, zio… io vorrei andare a vedere il castello di Duino… SALIF: Sì… sembra bellissimo… ma come mai? FELA: Così… vale la pena no? SALIF: Sì sì, certamente. Ci vengo volentieri. Ciao, ci vediamo dopo. OLGA: A dopo! Più tardi… SCENA 2 – MOLI Olga OLGA: Il mare… come si fa a non essere poeti di fronte al mare? Nel frattempo al Castello di Duino… SCENA 3 – CASTELLO DI DUINO Fela, Salif SALIF: Certo… un edificio così a picco sul mare… ad Anna piacerebbe tanto, sai? FELA: Già, già… invece Anna… deve studiare… SALIF: Beh, almeno lo spero... Olga ci tiene tanto, sai… Nel frattempo Anna… INSERTO Anna che studia SCENA 3 bis FELA: Zio… cosa dice la guida di questo castello? SALIF: Allora, una leggenda assai nota è quella della Dama Bianca, la sfortunata e infelice moglie di un signore di Duino, particolarmente crudele… il signore del castello la gettò da una rupe e mentre cadeva si è trasformata in roccia … ora ogni notte si stacca dalla roccia e vaga per il castello… FELA Interessante… però leggi bene… dovrebbe esserci un’altra leggenda… SALIF: Un’altra leggenda… ma cosa? Ah ecco… e ti pareva… una leggenda su Dante… Fela! Sei proprio fissato! Dunque… quello è detto “lo scoglio di Dante” perché raccontano che Dante, nel suo esilio, era ospite di Pagano della Torre nel castello e veniva spesso qui a meditare… ora si spiega il tuo interesse! FELA: Eh sì… studio Dante, mi sono appassionato… mi piace vedere i luoghi dove è stato… SALIF: Ora cosa stai studiando? FELA: Gli ignavi. SALIF: Gli ignavi? E chi sono? FELA: Ti ricordi quel modo di dire “sanza infamia e sanza lodo”, cioè senza meritare né lode né disprezzo? SALIF: Ah sì. FELA: Ecco, Dante lo riferisce a loro, gente paurosa che ha vissuto senza coraggio, senza fare mai una scelta. Dante, nell’Inferno, immagina che mosche e vespe li pungono senza sosta… SALIF: Se ho ben capito… in vita gli ignavi non si sono mai dati da fare e perciò all’inferno gli insetti li pungono per stimolarli… FELA: Sì, zio, bravo, è il contrappasso! SALIF: Il contrappasso? FELA: Sì, la punizione è il contrario della loro colpa oppure assomiglia alla loro colpa e li fa soffrire… SALIF: Che fantasia Dante! SCENA 4 – BIBLIOTECA OLGA: Scusi! SIGNORA: Prego! OLGA: Signora, posso chiederle qualche informazione? SIGNORA: Certo! OLGA: Vede, la domanda è un po’ strana ma… io non sono italiana ma ormai vivo in Italia da un po’ di tempo… vorrei trovare un lavoro… sto cominciando a cercare, a informarmi… sto cercando tra gli annunci… ma al mio paese ero segretaria ora… vorrei fare qualcosa che mi interessa davvero, mi piace leggere, siccome adoro i libri vorrei fare la bibliotecaria ma… non so come si fa qui in Italia…lei, che è straniera come me, come è riuscita? SIGNORA: Non è stato facile neanche per me, perché io ho iniziato nel 2000 a fare il lavoro di mediatrice culturale e, però, siccome si trattava di un lavoro saltuario, quindi a chiamate, ho deciso di cercare qualcosa di più stabile. Quindi avevo varie alternative e mi sono rivolta prima al Centro per l’Impiego, dove mi sono iscritta alle liste di collocamento, poi naturalmente mi sono rivolta anche ad amici per vedere se hanno conoscenze, cose di questo genere… e mi hanno indirizzato a vari strumenti, da riviste specializzate per il lavoro eccetera… questo è stato il primo passo. Mi sono rivolta anche alle agenzie interinali, che in quegli anni erano molto presenti sul territorio, solo che lì ho avuto dei problemi, perché il mio curriculum non combaciava con il lavoro che loro offrivano, perché probabilmente era di un livello superiore. Per cui, per me, è stata un’esperienza un po’ negativa. Per fortuna successivamente ho avuto, tramite conoscenze e passaparola, l’opportunità di conoscere questa cooperativa, per la quale lavoro e della quale sono diventata anche socia, che gestisce i servizi bibliotecari e museali, e quindi mi hanno introdotto al lavoro e adesso sono praticamente fissa con loro. OLGA: Ma qualcuno l’ha aiutata a scrivere un curriculum? SIGNORA: Non è stato facile, perché dall’esperienza precedente ho cercato di adeguare il curriculum al tipo di lavoro che mi veniva offerto. OLGA: Signora, lei è stata gentilissima… mi permetto di chiederle un’altra cosa… so che qui a Trieste ci sono stati e ci sono degli autori, poeti e scrittori… magari mi potrebbe consigliare qualcosa di romantico… Trieste ha il mare… sicuramente ha ispirato anche qualche poesia d’amore… SIGNORA: Guarda a Trieste io dico che abbiamo l’imbarazzo della scelta, perché abbiamo Italo Svevo, Claudio Magris, che è uno scrittore molto noto, però direi che lo scrittore che ha sapiuto conciliare l’amore per Trieste e l’amore per una donna, è stato Umberto Saba. OLGA: Come si chiama il libro? SIGNORA: C’è una raccolta che si chiama “Trieste e una donna” e quindi lo andiamo a prendere. SIGNORA: Intanto compila il modulo! SCENA 5 - CAFFE’ SAN MARCO Fela e Salif SALIF: Hai visto che meraviglia questi caffè di Trieste? Sono famosissimi, sai? Gli scrittori si ritrovavano qui… ad Olga piacerebbe vedere un posto così… è una vera amante della poesia… FELA: È vero, zio… SALIF: Sai che è stata felicissima quando ti sei iscritto a Lettere? In fondo in famiglia siamo tutti amanti della poesia… ricordi quando ti ho recitato quella poesia di lord Byron alla cascata delle Marmore? FELA: Già… chi se lo scorda? E il giorno dopo ti dovevi sposare… SALIF: Già. Chissà cosa sta facendo Olga in questo momento… SCENA 6 – CASTELLO MIRAMARE Olga OLGA: Salif…. Senti… SCENA 7 – CASTELLO DI MIRAMARE OLGA: Trieste ha una scontrosa grazia. Se piace, è come un ragazzaccio aspro e vorace, con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore; come un amore con gelosia. OLGA: Hai visto Salif? In biblioteca non solo ho trovato una signora che mi ha spiegato cosa bisogna fare per diventare bibliotecaria ma ho letto delle poesie bellissime… SALIF: E’ davvero bella quella che hai scelto… grazie! OLGA: Si chiama “Trieste” e l’ha scritta Umberto Saba, un poeta che amava molto la sua città e sua moglie Lina… così questa città ti ricorderà sempre di amarmi. SALIF: Ma Olga, io mica lo dimentico, sai… continua…