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L`ingresso degli stranieri in Italia

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L’ingresso e il soggiorno dello straniero in Italia sono regolati dal Testo Unico sull’Immigrazione, dal suo Regolamento di attuazione e dalle altre leggi in materia. In queste leggi ci sono tutte le regole che è obbligatorio rispettare per poter entrare e soggiornare in Italia.

Lo straniero che vuole entrare in Italia deve presentare alla frontiera il passaporto o un altro documento equivalente con il visto che autorizza il suo ingresso. Il visto viene rilasciato dalle Ambasciate o dai Consolati italiani nel Paese di origine o in quello dove si ha una residenza stabile.

Per gli stranieri provenienti da alcuni paesi, come ad esempio gli Stati Uniti, il Brasile, l’Argentina, l’Australia, non è richiesto il visto di ingresso per un soggiorno di durata massima di tre mesi, per turismo, missione, affari, studio, invito e gara sportiva.

Per i cittadini comunitari l'ingresso è regolato dagli accordi di Schengen che hanno reso possibile la creazione di uno spazio comune di libera circolazione tra gli Stati aderenti ed eliminato i controlli alle frontiere. I cittadini comunitari possono, dunque, circolare liberamente all’interno degli Statti che hanno sottoscritto gli accordi di Schengen, mostrando alla frontiera semplicemente un documento di identità valido per l’espatrio.

Anche i cittadini stranieri che soggiornano regolarmente in uno Stato Schengen possono circolare liberamente negli altri Stati dell’area Schengen senza esibire il visto, ma non per cercare lavoro o soggiornare per più di 90 giorni. In questo caso è necessario presentare la “dichiarazione di presenza” alla Questura della Provincia dove si abita.

In ogni caso, non possono entrare in Italia gli stranieri pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica o quelli condannati per alcuni reati gravi indicati nel Testo Unico per l’Immigrazione.

Per vivere in Italia per più di tre mesi, lo straniero deve richiedere il permesso di soggiorno, che può ottenere per vari motivi, come ad esempio per lavoro, studio o ricongiungimento familiare. E’ necessario presentare la richiesta di permesso di soggiorno entro otto giorni dall’ingresso in Italia. Il permesso di soggiorno avrà una motivazione identica a quella indicata nel visto di ingresso.

Chi non osserva le regole dettate per l’ingresso e il soggiorno degli stranieri in Italia, può essere respinto alla frontiera (cioè fatto tornare nel proprio Paese di origine) o, se già presente sul territorio, può essere espulso. Entrare o soggiornare irregolarmente in Italia costituisce un reato.

In attesa dell’espulsione, lo straniero irregolare può essere trattenuto nei Centri di identificazione ed espulsione (CIE) presenti sul territorio italiano, per un periodo massimo di 180 giorni. In questi centri viene garantito il vitto, l’alloggio, l’assistenza sanitaria.

Tuttavia, non può essere respinto o espulso lo straniero che proviene da uno Stato dove può essere perseguitato per motivi di razza, sesso, lingua, cittadinanza, religione, opinioni politiche, condizioni personali o sociali.

Inoltre, non possono essere espulsi gli stranieri minori di diciotto anni, gli stranieri in possesso della carta di soggiorno, gli stranieri conviventi con parenti entro il secondo grado o con il coniuge di nazionalità italiana, le donne in stato di gravidanza o nei sei mesi successivi alla nascita del figlio e il marito-padre convivente nel medesimo periodo. Tuttavia anche in tutti questi casi lo straniero può essere espulso se vi sono motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato.

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Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale