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SCENA 1 – STUZZICHERIA MULTIETNICA

OLGA: Che bella sorpresa mi avete fatto!
ANNA: Beh, è il primo compleanno dopo il matrimonio… bisogna festeggiarlo!
OLGA: Uno, due, tre…!


alcuni giorni prima…

SCENA 2 – PIAZZA DELLA LIBERTA’
OLGA: Finalmente siamo arrivati nelle Marche. Sono un po’ stanca, ma mi piace molto questo viaggio che facciamo tutti insieme.
SALIF: Sì, Olga. Le città italiane sono tutte bellissime. Non è facile trovare quella più adatta a noi.
ANNA: Io vorrei andare al mare…
OLGA: Qui non c’è il mare, però è molto vicino…
FELA: Siamo a Macerata. E adesso?
ANNA: Ecco, bravo, Fela. E adesso? Io non la capisco proprio questa vostra idea… finalmente siamo in vacanza e voi ci portate in giro per le città…
OLGA: Insomma, ragazzi: voi due siete troppo agitati …Anna, te l’ho detto. Vogliamo trovare una città dove star bene…
SALIF: Dove trovare il lavoro che desideriamo…
OLGA: E dove tu e Fela potete studiare e poi essere felici…
ANNA: Sì, sì, lo sappiamo… dove ci sono tutti i servizi e le strutture necessarie… Ma io vorrei andare al mare!
OLGA: Salif, amore, tu che dici? Cosa facciamo adesso? Qui non conosciamo nessuno…
SALIF: Non preoccuparti, Olga... ti ricordi Jamilah, quella mia amica nigeriana?
OLGA: Sì.
SALIF: Mi ha detto che qui in città c’è un altro nigeriano, si chiama Daniel Amanze, che ha fondato un’Associazione apposta per gli stranieri…
ANNA: Bene. Salif, tu hai anche il suo numero?
SALIF: Certo. Ma prima godiamoci questo bellissimo spettacolo. Siamo in vacanza!
OLGA: E quella cos’è?
ANNA: Aspetta, guardo sulla guida… quella è la Torre dell’Orologio! Fela! Ma guardate! Sta sempre al cellulare!
FELA: Che ti importa, scusa?
ANNA: Guardati un po’ intorno, dai!
SALIF: Fela, passami il cellulare, chiamo questo signore per un appuntamento.
FELA: Zio, è dottore, il dottor Daniel Amanze. Ti hanno detto che è laureato…
SALIF: Va bene, non c’è bisogno di tante formalità… dai, Fela: io telefono, tu intanto vai a leggere come si chiama questa piazza…
FELA: Piazza della Libertà.
ANNA: Libertà. La libertà è la cosa più bella del mondo. Almeno io la penso così.
OLGA: Tutti i giovani pensano di vivere in un mondo libero ma non è sempre così…
SALIF: Alcuni dei miei antenati non erano liberi, erano venduti come schiavi.
FELA: Non so cos’è la libertà ma posso andare a vedere le partite della Roma quando voglio, leggere i libri e i giornali che mi piacciono, perciò va bene così.
SALIF: Ragazzi, si è fatto tardi, eh? Dobbiamo andare.
OLGA: Sì, andiamo!


il giorno dopo…


SCENA 3 – SEDE ACSIM
SALIF: Siamo arrivati, eh!
OLGA: Buongiorno!
SALIF: Buongiorno!
DANIEL: Buongiorno!
SALIF: Lei, signore, è il dottor Amanze? Io mi chiamo Salif, Salif Ba e vengo da Dakar.
DANIEL AMANZE: Piacere, signor Ba…
SALIF: Piacere mio.
OLGA Io sono Olga, la moglie di Salif.
DANIEL: Piacere...
ANNA: Veramente loro sono sposini
DANIEL: Ah sì?
OLGA: Anna!
ANNA: Io sono Anna.
DANIEL: Daniel, è un piacere!
FELA: Io sono Fela.
DANIEL: Piacere, Daniel!
OLGA: Possiamo accomodarci?
DANIEL: Prego!
OLGA: Grazie!
ANNA: Scusi, dottore, io e Fela vorremmo visitare la città.
DANIEL: Ma dovete farlo da soli?
ANNA: Sì. Non è un problema.
FELA: Zio, Olga, vi dispiace se andiamo un po’ in giro?
OLGA: Benissimo.
SALIF: Va bene, però non fate tardi, eh?
ANNA: Okay.
FELA: Okay.
OLGA: A dopo!
ANNA: Buongiorno!
DANIEL: Buona passeggiata!
OLGA: Noi vogliamo fermarci in un posto adatto, trovare un buon lavoro…
SALIF: … dove far studiare i nostri ragazzi
OLGA: Insomma… ci hanno detto che tu potresti essere la persona giusta per darci qualche informazione.
DANIEL: Spero di essere utile per voi.
OLGA: Di cosa principalmente ti occupi qui in associazione?
DANIEL: Noi ci occupiamo di diverse problematiche sull’immigrazione, quindi a cominciare dagli sportelli informativi, delle questioni abitative e della formazione professionale…
SALIF: Del lavoro?
DANIEL: Del lavoro…
SALIF: Ma ci sono degli ostacoli nel cammino dello straniero per accedere alla casa?
DANIEL: Certamente. Ecco perchè… noi siamo entrati proprio in pieno ad aiutare, a togliere queste barriere…
OLGA: Come bisogna fare allora?
DANIEL: Interveniamo in primis, garantendo per un eventuale alloggio. Per poter operare su questo noi abbiamo la legge regionale 2 del ’98, che ci autorizza ad intervenire, quindi…
SALIF: Sono curioso di sapere quali sono le informazioni che chiedete.
DANIEL: Guarda… ecco…
SALIF: Possiamo riempire questo?
DANIEL: Sì, sì, sì. Quelli sono… dove si dovrebbe scrivere nome, cognome e poi dove si è nati… tutti i dati… se uno ha già trovato lavoro allora noi interveniamo a chiedere di partecipare alle spese di questo alloggio, mentre se è una persona che non ha lavoro possiamo anche coinvolgere il Comune, per l’eventuale programma che si chiama PIF, un programma individuale che può dare un sostegno da parte dei comuni in attesa che quella persona trovi lavoro.
SALIF: Tu lavori solo qua all’Acsim?
DANIEL: No. Io sono un libero professionista.
OLGA: Daniel, ma chi non parla italiano? Oltre ai CTP ci sono altri corsi di italiano?
DANIEL: Abbiamo corsi di lingua che vengono anche gestiti da noi… andiamo anche a Corridonia, dove vi posso accompagnare, con la dottoressa Santori.
OLGA: Che cosa fanno loro esattamente?
DANIEL: C’è una scuola di lingua per straniere, soprattutto per le donne immigrate.
SALIF: Veramente domani ho promesso a Fela di andare a correre un po’. Dobbiamo tenerci in forma!
OLGA: Ah, ma non si preoccupi. Guardi, ci vado volentieri io. Anzi, mi interessa molto questa scuola femminile… penso che possa interessare anche ad Anna.
SALIF: Penso di sì.
OLGA: Allora ci vediamo domani direttamente.
DANIEL: Benissimo.
SALIF: Grazie, Daniel, sei stato molto gentile.
OLGA: A domani.
DANIEL: Ciao.
SALIF: Ciao.


allo Sferisterio…

SCENA 4 - SFERISTERIO
ANNA: Questo è lo Sferisterio. Il teatro all’aperto di Macerata.
ANNA: Fela! Guarda cosa dice la guida… “Lo Sferisterio è stato costruito tra il 1820 e il 1829 per il gioco della palla con il bracciale, un’antica disciplina sportiva…”
FELA: Leggi cosa mangiano qui di buono.
ANNA: Ma… te l’ho letto prima! Non mi ascolti? E sempre con questa palla… qui mangiano i vincisgrassi!
FELA: Vinci… cosa?
ANNA: I vincisgrassi sono un primo piatto tipico delle Marche… ti ricordi le lasagne?
FELA: Quella pasta al forno con sugo, carne, parmigiano…?
ANNA: Esatto. I vincisgrassi sono come le lasagne ma dentro ci sono anche le uova, il burro e persino il vinsanto!
FELA: Il vino… santo?
ANNA: Sciocco! Si chiama così perché viene messo nelle bottiglie durante la settimana di Pasqua, che qui chiamano “settimana santa”!
FELA: Hai studiato, eh?
ANNA: Io leggo la guida! E poi, se dobbiamo fare questo viaggio, cerchiamo di imparare qualcosa! L’ho scritto anche nel mio “curiosario”…
FELA: Che?
ANNA: Curiosario. È un diario dove scrivo i fatti più curiosi, le novità… L’ho preso a Terni, ha un nome italiano, però … l’ho inventato io!
FELA: Ma cosa c’è dentro?
ANNA: Mah… biglietti, ricevute, un po’ di tutto… disegni, poesie… dai, è un diario!
FELA: Allora senti questa per il tuo curiosario! Sai che qui con il formaggio pecorino giocano a palla?
ANNA: Si chiama “ruzzola”. Ed è un gioco a squadre. I giocatori fanno rotolare il pecorino lungo una strada…
FELA: Uffa! Sai sempre tutto, tu…

FELA: Ma… come si chiama questo posto?
ANNA: Sferisterio.
FELA: Perché?
ANNA: Te l’ho detto prima. Qui giocavano con la palla che è una sfera e quindi…
FELA: È uno stadio!
ANNA: Fela!
FELA: Posso giocare…
ANNA: Aspetta… leggo meglio… Dal 1921 si mettono in scena opere liriche… lirica… sai che cos’è?
FELA: No.
ANNA: È un tipo di musica molto importante, tipica della cultura italiana.
FELA: Lirica, lirica… ma la lira non è la vecchia moneta italiana?
ANNA: Sì, ma è anche un’altra cosa. Lirica deriva da una parola, la lira, che è uno strumento che veniva suonato per accompagnare la poesia. Ma adesso ‘lirica’ vuol dire anche ‘opera’, come l’Aida di Verdi, la Tosca di Puccini… chissà quali opere sono state rappresentate in questo Sferisterio in tutti questi anni… il nonno in Croazia le ascolta con un vecchio giradischi… il nonno è un appassionato… il suo compositore preferito è Rossini…
FELA: Deve essere bello cantare qui. Le luci, la musica. Senti questa, Anna!
Uno due tre e quattro/Allo stadio divento matto/Cinque, sei sette e otto/Non ci vengo col cappotto/Nove e dieci, sai mi piaci…/tu e io siamo felici…


il giorno dopo, a Corridonia…

SCENA 5 – CORRIDONIA

OLGA: Buongiorno!
NORMA SANTORI: Buongiorno!
ANNA: Buongiorno!
OLGA: Lei è la signora Santori?
SANTORI: Sì, sono io.
OLGA: Piacere, sono Olga.
SANTORI: Piacere.
OLGA: Vengo dalla Croazia. Questa è mia figlia Anna.
ANNA: Piacere, sono Anna.
OLGA: Spero che non la disturbiamo…
SANTORI: No…
OLGA: Il signor Daniel ci ha detto che lei è disponibile a farci vedere quello che fate in questa struttura e il suo lavoro…
SANTORI: Sì, infatti vi stavo aspettando. Accomodiamoci, vi faccio conoscere la classe…
OLGA: Ci può dire chi troviamo…
SANTORI: In classe troverete un gruppo di donne pakistane che vivono con le loro famiglie qui a Corridonia. Stanno frequentando un corso di lingua italiana.
OLGA: Possiamo?
SANTORI: Prego!
OLGA: Grazie!

SANTORI: Prego, da questa parte…
OLGA: Disturbiamo?
INSEGNANTE: C’è un piccolo errore qui… va bene, vai a posto!
SANTORI: Questa è la nostra classe!
OLGA: Buongiorno!
SANTORI: Lo spazio è stato messo a disposizione dal Comune di Corridonia. La mattina svolgiamo lezioni di lingua italiana per le donne immigrate e il martedì pomeriggio lo sportello informativo.
OLGA: Ciao a tutti!
DONNE: Ciao!
OLGA: Io sono Olga e noi siamo della Croazia.
ANNA: Voi, signore, siete contente di imparare l’italiano?
DONNA: Sì.
ANNA: Sì, vi aiuta?
OLGA: Dove ti serve principalmente l’italiano? A casa parli italiano?
DONNA: Io piace parlare italiano. Perché servire parlare maestre, dottore, vita!
OLGA: Dopo volete andare a lavorare?
DONNA: Io piace, mio marito non piace! Sì…
OLGA: I tuoi figli vanno a scuola qui in Italia?
DONNA: Sì, sì. Scuola italiana, amici italiani…
OLGA: Pensi che questa cosa, per i vostri figli, può garantire anche un futuro in questo paese, in Italia?
DONNA: Aiutare… mio marito!
ANNA: Ah, nel lavoro…
OLGA: Va bene, non vi disturbiamo più… buono studio! E auguri a tutte!
DONNE: Grazie!
OLGA: Prego! Grazie tante! Ciao!

SCENA 6 - CORRIDONIA
ANNA: Ah, senti mamma, me l’hai promesso… questa sera andiamo in un locale carino? So che c’è un posto, lo chiamano ‘stuzzicheria’, dove cucinano i cibi di tutti i paesi del mondo… è il posto giusto per una famiglia come la nostra… ci andiamo?
OLGA: Per me va bene.
ANNA: Ci andiamo questa sera?
OLGA: Beh, chiediamo anche a Salif e Fela?
ANNA: Va bene! Andiamo!
OLGA: Andiamo!

SCENA 7 – STUZZICHERIA MULTIETNICA
SALIF: Una stuzzicheria… con piatti da tutto il mondo… carina!
OLGA: Ma quanti piatti interessanti!
ANNA: Sicuramente buoni!
OLGA: Ah, ecco… questa è la pecena pura… un piatto tipico del mio paese! In Italia si chiama purè al forno.
FELA: Il kebab! Buono! Quello che riso è?
ANNA: Allora… questo è riso indonesiano e questo qua… è riso cinese fritto!
SALIF: E sapete questo pane di dov’è?
FELA: Di dov’è?
SALIF: Egiziano!
FELA: Bello!
OLGA: Queste sono le polpette di lenticchie rosse. Buone!
SALIF: Vedete? Le culture si possono riunire in una cucina…
FELA: Mangiamo?
OLGA: E certo!
FELA: Anna, mi passi un piatto per favore?
OLGA: Chi la vuole la pecena pura?
SALIF: Io!
OLGA: Vuoi?
FELA: L’assaggio anch’io!

ANNA: Anche il pane egiziano… Fela? Puoi venire con me per piacere?
FELA: Subito Anna!
OLGA: Ma dove andate?
ANNA: È un segreto!
OLGA: Anna ma… volevi venire in una stuzzicheria…
ANNA: Non ti preoccupare… tu aspetta qui!
SALIF: Sempre misteriosi quei due, eh?
OLGA: Ma cosa combinano?
SALIF: Aspetta e vedrai!
OLGA: Ma lo sai?
SALIF: Forse…
ANNA: Mamma…
OLGA: No!
ANNA: Oggi è il tuo compleanno. Lo so che tu non vuoi… ma noi volevamo festeggiare ugualmente. Buon compleanno!
OLGA: Grazie! Ma tu lo sapevi allora… Uno, due, tre…!
ANNA, SALIF, FELA: Auguri!
OLGA: Grazie!

continua...