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SCENA 1 – GIARDINI PUBBLICI LUNGO TALVERA OLGA: La mela?! Indica di là… ce ne sono altre? Ma cosa significa tutto questo? Non ci posso credere! il giorno prima… SCENA 2 – PIAZZA WALTHER SALIF: Questa è piazza Walther. Ho letto l’insegna. OLGA: Allora possiamo dire anche Walther Platz in Bozen. Qui a Bolzano le lingue ufficiali sono due: l’italiano e il tedesco. ANNA: E all’Università le lezioni sono in inglese… è la prova che Bolzano è una città italiana mitteleuropea… FELA: Mittel… Ma che significa mitteleuropea? ANNA: Vuol dire dell’Europa centrale… però Bolzano è anche mediterranea… avete visto quanto verde per la strada? OLGA: Ah sì… oleandri, cedri, palme… SALIF: Non complichiamoci la vita con le palme, ragazzi… ricordiamoci perché siamo qui. OLGA: Giusto, Salif. Cerchiamo di capire quali sono le opportunità di lavoro in questa città… ma io non vedo l’ora di mangiare uno strüdel con le mele! SALIF: Cos’è lo strüdel? OLGA: Non lo conosci, caro? È il dolce tipico del Tirolo, a base di mele… mmm… che bontà! SALIF: Perché? Ti piacciono così tanto le mele? OLGA: Ah, sì! Fin da bambina… Sapessi quante mele ho mangiato in vita mia! E poi le mele sono proprio belle da vedere… SALIF: Non sapevo di questa tua passione! ANNA: A proposito di passioni… anch’io ho la mia! Ho saputo che in via Portici ci sono tanti bei negozi… ci andiamo domani? OLGA: Certamente! il giorno dopo… SCENA 3 – VIA PORTICI SALIF: Via dei Portici era la via dei commercianti. Le case erano alte e strette perché erano abitazioni e magazzini. Così si formarono due file di portici: quelle dei mercanti tedeschi a sud e quelle dei mercanti italiani a nord. Così dalle loro abitazioni potevano sorvegliare il lavoro dei loro garzoni… ANNA: Chissà come era ricca Bolzano! OLGA: Per questo tanti artisti hanno abbellito la città… ANNA: E che bei negozi ci sono… FELA: Ne ho visto uno di cellulari… andiamo a vedere? SALIF: E perché? Il cellulare ce l’hai già! FELA: Sì… ma… Si sta rompendo… SALIF: Si sta rompendo? Ma non è rotto! E allora… finchè funziona… OLGA: Dai, Salif, stai esagerando… lasciamo andare i ragazzi a vedere le vetrine… io vorrei andare a vedere piazza delle Erbe.. è vero che c’è un mercato di frutta e verdura molto antico? SALIF: È vero. Pensa, piazza delle Erbe è luogo di mercato dal 1295. OLGA: Dai, andiamo in piazza a curiosare un po’… passeggiare tra le bancarelle con te, Salif, è sempre divertente, Sei così curioso… fai sempre tante domande e vicino a te sto imparando un sacco di cose! SALIF: Mi prendi in giro? OLGA: No! Lo dico sul serio! Non sei curioso? SALIF: Sicuro! ANNA: E allora andate… ci vediamo dopo… SCENA 4 – MERCATO DI PIAZZA ERBE OLGA: Guarda! È bellissimo il mercato, vero Salif? SALIF: Senza dubbio. Mi piace l’atmosfera che c’è nei mercati… è piena di vita, mi mette subito di buonumore! OLGA: Hai ragione… e tu ne hai sempre bisogno dopo una discussione con Fela… SALIF: Pensi che sto sbagliando con lui? OLGA: Niente affatto. Ma tu ti arrabbi troppo! Praticamente da solo… quel ragazzo è sempre tranquillo… SALIF: Forse hai ragione, Olga!… guarda che belle mele! Allora, davvero ti piacciono tanto? OLGA: Altroché… SALIF: A proposito di mele… la conosci la leggenda di Guglielmo Tell? OLGA: No… raccontamela… SALIF: Dunque… Guglielmo Tell era un eccezionale arciere svizzero… un giorno rifutò di inchinarsi di fronte a un cappello, simbolo dell’autorità imperiale… allora lo obbligarono ad affrontare una prova molto pericolosa: con la sua freccia doveva infilzare una mela posta sulla testa di suo figlio. Lui superò la prova ma i soldati provarono lo stesso a catturarlo… così Guglielmo uccise il balivo, l’amministratore degli Asburgo e da lì scoppiò una rivolta che portò alla liberazione della Svizzera. Aspetta… scusi, posso avere un chilo di mele? VENDITORE: Prego! SALIF: Ecco a lei. VENDITORE: Grazie! Ecco, buona giornata! SALIF: Grazie! Anche a lei! OLGA: Buongiorno! Grazie! Chissà com’era la mela di Guglielmo Tell… ma questa è sicuramente buona! SCENA 5 – GIARDINI PUBBLICI SALIF: Allora, ti sono piaciute le mele che ti ho regalato? OLGA: Tantissimo! Ne ho mangiate quattro! SALIF: Quattro? OLGA: Ti ho detto che mi piacciono le mele, no? MAMADOU GAYE: Salve! OLGA: Buongiorno! MAMADOU: Posso lasciare il materiale del Centro contro le Discriminazioni? SALIF: Certo! OLGA: Grazie! SALIF: Ma tu sei senegalese? MAMADOU: Sì. Anche lei? SALIF: Piacere. Io sono Salif. MAMADOU: Piacere. SALIF: Lei è mia moglie, Olga Novak. MAMADOU: Salve! Mamadou. OLGA: Questo è un Centro di Tutela contro le Discriminazioni di origine razziale, etnica, religiosa e nazionale. MAMADOU: Sì. Si trova a Bolzano. Quindi, tutte le persone che sono vittime o testimoni di una discriminazione possono fare una segnalazione e rivolgersi presso il nostro Centro. OLGA: Mi interessa molto quest’argomento. Io odio le discriminazioni. Possiamo venire a vedere il vostro Centro? MAMADOU: Certo, quando volete. Lì c’è l’orario e anche i giorni in cui è aperto. SALIF: Io però dovrei fare una cosa. OLGA: Salif, scusa, e la tua curiosità? È un’attività interessante… andiamo a vedere, no? SALIF: Ma certo! Solo che… ecco… Fela mi ha mandato un messaggio. Ha bisogno di me. Non posso proprio abbandonarlo. Sono suo zio! MAMADOU: Lì c’è anche il numero di telefono, se volete… potete venire quando volete! SALIF: Va bene! MAMADOU: C’è anche l’orario! SALIF: Ciao, Mamadou! Scusami, eh? MAMADOU: Va bene, ciao… SALIF: Ci vediamo dopo! SCENA 6 – MERCATO DI PIAZZA ERBE SALIF: Mi scusi, signora… lei sa dirmi qualcosa sulle aziende agricole che coltivano mele? SALIF: Scusi, lei sa dirmi qualcosa sulle aziende agricole che coltivano mele? SALIF: Scusi, volevo un’informazione, per favore lei sa dirmi qualcosa sulle aziende che coltivano mele? SCENA 7 – MERCATO DI PIAZZA ERBE SALIF: Fela? Fela! Oh… finalmente mi rispondi… mi senti? FELA: Ma certo zio! Eccomi… che c’è? SALIF: Anna è con te? FELA: Sta guardando una vetrina… SALIF: Dovete raggiungermi subito a piazza delle Erbe. Andiamo in un’azienda agricola… FELA: Ma zio… a fare che? SALIF: Subito! Vi aspetto! nel frattempo… SCENA 8 – CENTRO TUTELA CONTRO LE DISCRIMINAZIONI OLGA: Io volevo chiederti… come funziona il vostro centro? Qual è la vostra attività? MAMADOU: Il Centro Tutela contro le discriminazioni ha il compito di monitorare e anche di sensibilizzare sulle tematiche inerenti le discriminazioni per motivi etnici, razziali, religiosi o nazionali. OLGA: Una mia amica, un anno fa, circa, è entrata in un negozio, la commessa l’ha mandata via senza nessuna spiegazione… Che cosa doveva fare lei in quel caso? MAMADOU: Noi utilizziamo uno strumento, è un numero verde, e tutte le persone che sono state vittime o testimoni di una discriminazione possono rivolgersi al Centro. Qui da noi rileviamo il caso, prendiamo la descrizioine di cosa è successo e da lì scatta un meccanismo di mediazione e anche di verifica di quello che è successo. Però, prima di tutto ciò, noi abbiamo bisogno del mandato. Noi abbiamo una scheda che facciamo firmare all’utente che viene da noi, dove si dà il mandato di poter agire. In più questo modulo ci dà anche la possibilità di rispettare la normativa in materia di privacy, visto che poi prendiamo anche i dati personali dell’utente che viene da noi e, in questo caso, deve anche firmare il modulo sulla privacy. OLGA: Io ti devo ringraziare per l’informazione perché per la mia famiglia è molto importante averle in ogni città. Noi cerchiamo una città dove vivere bene ma in questo momento mi preoccupa anche dove sarà mio marito. Vado a cercarlo, grazie! MAMADOU: Prego! OLGA: Buonasera! MAMADOU: Buonasera! più tardi… SCENA 9 – AZIENDA AGRICOLA FELA: Zio, ma perché siamo qui? SALIF: Voglio sapere tutto sulle mele! ANNA: Ma che gli succede? FELA: Boh! SALIF: Buongiorno! Io sono Salif Ba, lei è Anna e lui è Fela. RUDOLF LADURNER: Buongiorno e benvenuti! Io sono il presidente di questa cooperativa di frutta. Adesso vorrei farvi vedere come vengono calibrate, selezionate e confezionate le mele qui nella nostra cooperativa. Andiamo! RUDOLF: Qui noi vediamo la calibratrice. Siamo un consorzio di frutta, una cooperativa con circa duecento soci. Le qualità vengono immesse nei canali, tutto automaticamente, poi, secondo i clienti, noi dobbiamo fare la confezione. E adesso, prego, andiamo fuori, venite, andiamo a vedere i frutteti! SALIF: Presidente, quante persone lavorano nella vostra cooperativa? RUDOLF: Nella nostra cooperativa siamo circa una quarantina di persone che lavorano tutto l’anno. SALIF: Ci sono anche molti stranieri che lavorano nella produzione di mele? RUDOLF: Sì, abbiamo stranieri, una decina, però, soltanto stagionali! SALIF: Senta, voi qui producete le mele e basta o vi occupate anche della trasformazione? RUDOLF: No, non facciamo trasformazione. Noi facciamo soltanto frutta fresca e la vendiamo e confezioniamo. SALIF: Peccato! Volevo sapere come si fa la marmellata, come si fa il succo di mela! RUDOLF: Io le un consiglio. Si rivolga alla scuola alberghiera di Merano, così le faranno sapere come si fanno prodotti dalla mela. SALIF: Presidente, mi regalerebbe un po’ di mele? RUDOLF: Senz’altro, non c’è problema, abbiamo ancora delle mele del raccolto 2006! SALIF: Bene! poco dopo… SCENA 10 – SCUOLA PROFESSIONALE ALBERGHIERA SALIF: Buongiorno! OKSANA YEMEL’YANENKO: Buongiorno! SALIF: Posso chiedere a lei qualche informazione? OKSANA: Certo, sono Oksana, come posso aiutarla? SALIF: Ecco, io vorrei qualche indicazione sulle ricette con le mele. Qualcuno mi può aiutare? OKSANA: Venga con me, l’accompagno in cucina! SALIF: Grazie! OKSANA: Ecco, venga, queste sono le nostre cucine. Ah! C’è proprio Leydi che sta preparando il risotto di mele! Le va bene? SALIF: Va benissimo. OKSANA: Allora la lascio in buone mani! SALIF: Grazie! OKSANA: Buongiorno! SALIF: Buongiorno! LEYDI PETRELA: Buongiorno! SALIF: Mi chiamo Salif Ba, vengo da Dakar ma vivo in Italia da due anni. LEYDI: Buongiorno! Mi chiamo Petrela Leydi, vengo dall’Albania e vivo in Italia da tre anni. SALIF: Anche tu sei straniero, quindi? LEYDI: Sì. SALIF: E ci sono altri studenti stranieri in questa scuola? LEYDI: Sì, ce ne sono abbastanza, ma di diversi stati, non solo dell’Albania. SALIF: Allora, Leydi, vediamo un po’ questa ricetta! LEYDI: Questa ricetta che sto preparando è risotto mantecato alle mele. Ho già fatto tostare il riso, poi a metà cottura ho aggiunto la cipolla tritata finemente, a tre quarti di cottura aggiungo anche le mele. Alla fine aggiungerò il burro e il parmigiano per farlo mantecare. SALIF: Senti, Leydi, pensi che la scuola alberghiera sia un’opportunità di lavoro buona anche per gli stranieri? LEYDI: Sì, penso che sia molto buona questa scuola, perché io penso che alla fine diventerò un buon chef. SALIF: Senti, Leydi, mi ripeti gli ingredienti, così me li scrivo. LEYDI: Certamente! Riso, vino bianco, brodo, cipolla, mele tagliate a quadrettini, burro e parmigiano per mantecare. SCENA 11 – GIARDINI PUBBLICI OLGA: Salif? SALIF: Olga? Come stai? OLGA: Come vuoi che stia? Ma tu che fine hai fatto, Salif? Mi sto preoccupando da ore! SALIF: E perché? Tutto bene, benissimo! OLGA: Ma come benissimo? E i ragazzi? I ragazzi dove stanno? SALIF: Stai tranquilla… tutto a posto… senti, per favore raggiungimi subito ai giardini pubblici… ti devo far vedere una cosa… segui le frecce! OLGA: Cosa? Le frecce? Cosa vuol dire? Salif! SCENA 9 – GIARDINI PUBBLICI LUNGO TALVERA OLGA: La mela?! Indica di là… ce ne sono altre? Ma cosa significa tutto questo? Non ci posso credere! SALIF: Et vòila, madame! Risotto alle mele! Strüdel di mele! Succo di mela! Tutto per la mia signora che ama le mele! E io amo lei! OLGA: (commossa) Salif, non ci posso credere! Hai fatto tutto tu? SALIF: Macchè. Niente affatto. Viene tutto dalla rosticceria! OLGA: Ma come? SALIF: Sto scherzando! È tutta opera mia! Con la collaborazione di due validi aiutanti… e con i consigli di qualche amico che abbiamo conosciuto oggi! OLGA: Amore, sei veramente un uomo speciale! SALIF: Grazie, madame! ANNA: Allora, mamma, possiamo assaggiare qualcosa? FELA: E se fossi allergico alle mele? … continua…