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Unità 4

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SCENA 1 – CASA DELLE CULTURE SALIF: Olga! Olga! Ma dov’è? FELA: L’hai trovata? ANNA: Salif, hai trovato la mamma? SALIF: No. Scusate ma qualcuno ha visto mia moglie per caso? OSPITE: No. OSPITE: No. Io no. SALIF: Niente. Da lunedì Olga è proprio strana! Cosa succede? OLGA: Signore e signori, la lasagna! E la sarma! SCENA 2 – PIAZZA GRANDE ANNA: Fela, sei contento? Siamo nella città delle auto sportive! FELA: Hai ragione. Qui in Emilia Romagna, a Modena, sono nate la Ferrari e la Maserati. Vorrei tanto andare a Maranello a vedere una Ferrari, mercoledì! SALIF: Per ora ammiriamo Modena! Sapete che è la città di Luciano Pavarotti, il tenore famoso in tutto il mondo? OLGA: Mi piace molto quando canta “Nessun dorma” della Turandot di Puccini… è una musica che porto sempre con me… ANNA: Sempre romanticona, eh? SALIF: Mi piaci così, Olga. OLGA: Grazie, caro, ma forse Anna ha ragione. Devo diventare più pratica… pensare ad un’attività concreta… FELA: Cucinare! Olga, lo sai che Modena è anche la città del Lambrusco e dello zampone da mangiare con le lenticchie? SALIF: Ora leggi tu la guida, Fela? FELA: Leggo sempre le notizie sulla gastronomia… OLGA: Buona idea, Fela! Cucinare… ANNA: Mamma… tu non ami cucinare… OLGA: Ma no… è solo pigrizia… SALIF: E poi da quando siamo sposati siamo sempre in viaggio! ANNA: Non tutte le donne sanno cucinare, Salif… OLGA: A proposito di donne… so che qui molte donne sono attive e ci sono anche le straniere come me! Voglio scoprire se è vero! E magari avere qualche ricetta… SALIF: Ma dai, Olga, non siamo qui per mangiare… viaggiamo per scegliere un posto dove vivere, dove lavorare… OLGA: Lascia fare a me, Salif, troveremo il posto giusto. Lì c’è l’ufficio del Comune per le Relazioni con il Pubblico. Vado ad informarmi. ANNA: Salif, ora hanno tutti il tuo vizio: sono curiosi! SALIF: Allora voi informatevi, io stavolta mi riposo un po’ all’ombra. Non dormo da due notti! FELA: Zio, ma tu non dormi mai la notte! Pensi troppo! FELA: Perché si arrabbia? Per me è super, è uno zio speciale!… ANNA: Io raggiungo mamma! SCENA 3 – SPORTELLO INFORMADONNA ANNA: Aspetta, mamma! Voglio sentire anch’io. OLGA: Mi hanno detto che qui c’è uno sportello “Informadonna”, solo per noi… vediamo se è questo… OLGA: Scusi? Possiamo chiedere qualche informazione? ABA BULGARELLI: Certo! OLGA: Senta, volevamo sapere, quali sono i servizi che offrite? ABA: Allora... come Sportello Informadonna abbiamo delle informazioni dedicate alle donne, in particolare riguardano la formazione… oppure anche altre informazioni, ricerca di lavoro, ricerca di casa per le signore, per le donne che arrivano qui a Modena… ANNA: Senta, invece… per avere un medico, fare delle analisi del sangue… dove bisogna andare? ABA: Voi siete straniere, quindi… capisco bene? ANNA E OLGA: Sì. ABA: La cosa migliore allora è che voi vi rivolgiate al Centro Salute Donne Straniere, che è presso il Consultorio di Modena dove potete trovare informazioni su tutto… OLGA: Grazie! ANNA: Grazie! ABA: Piacere… SCENA 4 – PIAZZA GRANDE OLGA: Anna, come stai? ANNA: Bene, mamma. E tu? OLGA: Io benissimo. Ma tu hai bisogno di un dottore? ANNA: Voglio solo fare delle analisi, dei controlli. Lo sai che tengo alla mia salute! OLGA: Ma è la verità? ANNA: Ma certo! Nel pomeriggio andrò al Centro per la Salute delle Donne Straniere, anche per sapere quali attività svolge in particolare. OLGA: Va bene. Ti credo. Per ora. OLGA: Ehi, ragazzi! Io ho deciso. Cerco una scuola di cucina. Voglio imparare a cucinare bene! FELA: Cucinerai la lasagna per me? OLGA: Perché no? ANNA: Mah! SALIF: E noi che facciamo? Ci lasci soli? OLGA: Beh, dici che dobbiamo cercare un lavoro gratificante… comincia a cercare! SCENA 5 – CENTRO SALUTE PER DONNE STRANIERE ARIANNA CASTELLI: Avanti! ANNA: Permesso? ARIANNA: Buonasera, si accomodi! ANNA: Buonasera! Salve! Senta, volevo qualche informazione… io sono straniera ma residente in Italia e devo fare delle analisi di controllo… ARIANNA: Di controllo… da che paese viene, signora? ANNA: Sono croata. ARIANNA: È croata. Lei fa parte dei paesi della Comunità Europea, di conseguenza io non posso fare un STP. Questo è un STP, è un tesserino provvisorio, che viene fatto per le persone non della Comunità Europea, per le prestazioni sanitarie che vengono fatte qua in Italia. Che tipo di analisi deve fare? ANNA: Delle analisi generali. ARIANNA: Generali… La devo indirizzare in un altro Centro, che è Porta Aperta. ANNA: Per arrivare c’è un autobus? ARIANNA: C’è l’autobus numero 2. ANNA: Me lo posso segnare? Grazie… E una donna che non sa parlare bene l’italiano… ? ARIANNA: Noi abbiamo qua delle mediatrici che di solito… ce ne sono due… qua ce n’è una, la signora Eunice! EUNICE AIGHBE: Buonasera! ANNA: Buonasera! ARIANNA: È nigeriana… ANNA: E cosa fa una mediatrice culturale in un’azienda ospedaliera? EUNICE: Una mediatrice culturale fa il ponte tramite i medici e l’utente, aiutiamo queste donne che vengono qua e non parlano bene l’italiano… le culture sono diverse, quindi… come me… io sono qui per aiutare le donne africane che vengono qua per una visita ginecologica… quindi sono qua tutti i giovedì, una volta a settimana, dalle ore 15,30 alle ore 16,30. ANNA: Okay. Va bene, grazie mille. EUNICE: Niente. Arrivederci. ANNA: Arrivederci! ARIANNA: Arrivederci! SCENA 6 – SCUOLA DI CUCINA OLGA: Lisa… lei dirige una scuola di cucina… mi può aiutare? MARILISA PURCARO detta LISA: Secondo me, sì. OLGA: Io voglio imparare a cucinare un po’ di piatti tipici emiliani! Da dove inizio? LISA: Secondo me possiamo iniziare dai tortellini! Cosa ne dice? Allora, la sfoglia emiliana si fa solo con farina e uova… OLGA: Da quanto tempo gestisce la scuola? LISA: Cosa ne dici di darci del tu? OLGA: Sì, per me va bene. Allora… da quanto tempo gestisci la scuola? LISA: La gestisco da una decina di anni. OLGA: Quali sono i piatti che insegni? Sono sempre i piatti italiani o anche della cucina internazionale? LISA: Anche cucina internazionale. OLGA: Vado bene io qui? LISA: È perfetto. Adesso se vuoi puoi anche iniziare a impastare con le mani… OLGA: Senti, i tuoi allievi, mi dicevi, non sono solamente italiani, sono… LISA: Noi abbiamo sia italiani che stranieri, di tutti i tipi… OLGA: Provo io? LISA: Sì. Ma sei brava! OLGA: Però io ti devo chiedere una cosa. Mio marito è musulmano e non mangia maiale, che cosa potrei fare in questo caso? LISA: Allora… cambi nome! Diciamo… fai il tortellino musulmano! Non è proprio il tortellino modenese perché lì c’è solo maiale… però lo puoi fare con carne di vitello, carne di tacchino, di pollo, la fai ben rosolare in modo che caramellano un po’ le proteine e gli zuccheri… poi dopo metti del salume… adesso lo fanno anche… il würstel di tacchino, oppure… di vitello li fanno, magari per insaporire un pochino di più… ecco! Adesso che l’abbiamo tirata bella sottile facciamo le strisce per fare i tortellini. Adesso, Olga, fondiamo il burro nella padella e quando è bello fumante, molto caldo, aggiungiamo la lonza. Dopo che sarà cotta la lonza la dobbiamo macinare e poi dopo aggiungere sale, pepe, noce moscata grattugiata e parmigiano reggiano, 36 mesi di stagionatura, che è uno dei prodotti tipici della nostra zona. OLGA: Allora, con questo farciamo i tortellini, giusto? LISA: Esatto! Adesso li farciamo… li chiudiamo a triangolo, poi… facciamo il tortellino… così… OLGA: Allora… chiudiamo… prima li pieghi così come un… LISA: A triangolo. OLGA: Sì, okay. LISA: Poi cerca di fargli fare un po’ la pancia in su… bravissima, bravissima! OLGA: Così! LISA: Sì, bravissima! Sì! Perfetto! Quando sono tutti pronti, scaldiamo il brodo, che ho già preparato prima… il brodo dei tortellini si fa col manzo e la gallina o il cappone, senza aromi e li cuociamo. Nel brodo. Finito! OLGA: Lisa… forse l’unico modo per ringraziarti è farti vedere una ricetta croata. Questi dovrebbero essere involtini di verza, di solito in Croazia si usa la verza fermentata, in questo caso li facciamo con la verza cruda. Vanno fatti gli involtini con la carne macinata, con il riso crudo, che va cotto insieme con la verza e viene messo su un soffritto di strutto e aglio… lo vogliamo fare? LISA: Volentieri! OLGA: Perfetto! Prendo solo una foglia, questa foglia va cotta e poi viene fatto l’involtino. Questo si chiama la sarma in Croazia! Sai, noi giovedì sera andiamo alla Casa delle Culture qui a Modena. Vorrei fare una sorpresa a mio marito! LISA: Oh! a pochi chilometri da Modena… SCENA 7 – CASTELNUOVO RANGONE – PIAZZA DEL COMUNE SALIF: Scusate, voi abitate qui? MARY OSEI: Sì. SALIF: Volevo sapere che cosa rappresenta questo maialino in mezzo alla piazza. MOAD BOUMEZGANE: Questo è stato installato circa dieci anni fa durante una festa che si è svolta qui a Castelnuovo, la festa del superzampone. Praticamente hanno cucinato lo zampone più grande del mondo. A questa festa c’erano anche rappresentanti di fabbriche, aziende, salumifici, prosciuttifici che hanno regalato questo al comune di Castelnuovo in quanto grande produttore di salumifici e prosciuttifici… SALIF: Scusate… non mi sono neanche presentato… io sono Salif… MARY: Piacere. Mary. ELENA: Elena. MOAD: Piacere. Mi chiamo Moad. SALIF: Sono qui a Castelnuovo Rangone in gita con la mia famiglia. Mi hanno detto che qui c’è tanto lavoro per gli stranieri e la convivenza tra stranieri e italiani è ottima… tu, Mary, me lo confermi questo? MARY: Sì, sì… anzi, il mese scorso abbiamo fatto la votazione di stranieri che è una cosa nuova… si chiama forum, sono venuti a votare tanti stranieri, abbiamo scelto ventuno rappresentanti degli stranieri… è una cosa molto bella, perché non è la stessa, le stesse consulte che fanno in altre città ma questa volta c’era il rappresentante degli stranieri… SALIF: Ho capito. Grazie. A proposito, chissà dov’è mio nipote… l’ho lasciato questa mattina qui nel parco, vicino. MARY: Ah, è venuto con il nipote? SALIF: Sì, sono venuto con la mia famiglia, mia moglie e sua figlia. Lo devo andare a cercare. Grazie dell’informazione. ELENA: Buona vacanza! SCENA 8 – CASTELNUOVO RANGONE - PARCO FELA: Scusi, è difficile giocare a cricket? BRUNO CIANCIO: No, no. È abbastanza semplice. Anzi, vuoi provare? FELA: Sì, grazie. BRUNO: Allora, guarda… tu metti la mazza qui così… una mano sopra, una sotto, questa sopra la pieghi un po’ così… quando arriva la palla… un piede avanti e blocchi così… o dai un colpo così… è un bello sport… anzi abbiamo fatto un club, un cricket club… e l’abbiamo chiamato “Cricket per la pace”, no? FELA: Sì? BRUNO: E abbiamo cingalesi, australiani, indiani, pakistani, ghanesi… SAM: E anche italiani! BRUNO: E anche italiani, esatto! Sono tutti coinvolti… giochiamo solo il lunedì e il martedì… è un po’ difficile… ci vuole un po’ di tecnica… anzi, è uno sport dove gli anziani, o persone di una certa età, possono giocare con i giovani, perché c’è molta tecnica, non è forza più di tanto… RAGAZZO: È unione! FELA: L’unione fa la forza! RAGAZZO: Eh… l’unione fa la forza… BRUNO: Allora puoi venire… il lunedì e il martedì… RAGAZZO: Sì! Il lunedì e il martedì siamo qua che ti aspettiamo! FELA: Grazie! Con piacere! RAGAZZO: Mi raccomando! SAM: Vieni con amici! FELA: Va bene! Grazie! BRUNO: Okay. Grazie a te! SCENA 9 – CASA DELLE CULTURE SALIF: Buonasera! VALTER REGGIANI: Buonasera! PATRICK G. UMOH: Buonasera! OLGA: Buonasera! SALIF: Salif! PATRICK: Patrick! SALIF: Piacere! PATRICK: Piacere mio! VALTER: Reggiani. OLGA: Olga. Piacere PATRICK: Piacere mio. OLGA: Questi sono i nostri ragazzi. VALTER: Piacere PATRICK: Piacere mio. Piacere. SALIF: Come state? PATRICK: Abbastanza bene. VALTER: Bene, grazie. SALIF: Che fate qui stasera? VALTER: Beh, stasera abbiamo la casa aperta perché c’è un gruppo di ucraini che sta provando un coro per una manifestazione culturale, artistica… OLGA: Ehmm… scusate… io vi lascio con mio marito, devo fare una cosa… ci vediamo dopo, Salif… SALIF: Ma dove vai? Scusate… le donne… cosa fa esattamente la Casa delle Culture? VALTER: È una casa, come vedi, è una casa fisica… gestita da circa trenta associazioni, venti straniere e dieci italiane… SALIF: Deve essere difficile riunire così tante associazioni in una stessa casa, delle culture… PATRICK: Non è difficile per niente, perché… anzi… ci si aiuta molto per l’integrazione… lavorare insieme, italiani e immigrati insieme, ci aiuta anche per conoscerci, anche per essere autonomi… SALIF: E… in quali giorni della settimana siete aperti? VALTER: Dal venerdì, per tutto il fine settimana. SCENA 10 – CASA DELLE CULTURE ANNA: Che bello! Quindi il vostro è proprio un corso? Lui è il vostro insegnante? RAGAZZA: Sì, è il nostro insegnante! ANNA: Salve! FELA: In quali giorni della settimana vi vedete? SIGNORA: Di sabato e domenica! SCENA 11 – CASA DELLE CULTURE SALIF: Io ho visitato la casa ma ho visto così tanti… FELA: Ma Olga? ANNA: Già… la mamma? SALIF Infatti. La mamma? Scusate, devo andare a cercare mia moglie. Inizio a preoccuparmi. ANNA: Scusate. FELA: Scusateci. SCENA 12 – CASA DELLE CULTURE SALIF: Olga! Olga! Ma dov’è? FELA: L’hai trovata? ANNA: Salif, hai trovato la mamma? SALIF: No. Scusate ma qualcuno ha visto mia moglie per caso? OSPITE: No. OSPITE: No. Io no. SALIF: Niente. Da lunedì Olga è proprio strana! Cosa succede? OLGA: Signore e signori, la lasagna! E la sarma! FELA: Fantastica! continua…