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SCENA 1 – UNIVERSITA’ SALIF: Vedi, Fela, l’Università è impegnativa. Devi essere sicuro. FELA: Beh zio, non so… però… ANNA: Dai, Fela! FELA: Ma sì! Vorrei tanto laurearmi! SALIF: E allora leggi bene qui! qualche giorno prima… SCENA 2 – PIAZZA S. FRANCESCO ANNA: Siamo in Toscana, mamma, questa è Arezzo! OLGA: Già. Sono stanca ma vorrei visitare subito la città. SALIF: Ho letto che è molto antica. ANNA: È antichissima. È stata fondata 4000 anni fa. FELA: Studi bene storia, eh? ANNA: Sì. Vado benissimo in storia. OLGA: Sentite: è stata una delle più importanti città etrusche ed è stata importante anche per i Romani! FELA: Arezzo è famosa anche per la lavorazione dell’oro! ANNA: Che ne sai? FELA: Mi piace l’artigianato! Lo sai che qui ci sono quasi 1.500 aziende che lavorano l’oro? ANNA: Però! SALIF: Ci sono anche bellissimi dintorni! FELA: Già. OLGA: Beh, tutto questo romanticismo però non dà da mangiare! Dobbiamo trovare un lavoro! SALIF: Hai ragione, Olga. Il nostro viaggio in Italia serve anche a questo. Cerchiamo una città in cui trovare un buon lavoro, soprattutto per i ragazzi! Adesso in Italia per trovare un buon lavoro bisogna avere una qualifica o una specializzazione… e naturalmente capire bene le lingue! Ragazzi, dovete capire cosa volete fare! ANNA: Abbiamo tempo, Salif! Io devo ancora finire la scuola! FELA: Io ho finito e vorrei rilassarmi! SALIF: Fela! Cosa vuoi fare da grande? Devi pensarci. OLGA: Questa è piazza San Francesco! ANNA: E questa è sicuramente la chiesa di San Francesco! È un santo molto importante per la religione cattolica… predicava la povertà e amava gli animali! OLGA: Aspetta, aspetta! Ho letto qualcosa… ah, ecco… in questa chiesa c’è un capolavoro del Rinascimento italiano! La leggenda della vera Croce, gli affreschi di Piero della Francesca, un importante pittore aretino! ANNA: Andiamo a vedere mamma? OLGA: Certo! SALIF: Vi lasciamo sole. Io vorrei parlare seriamente con Fela. ANNA: Povero Fela! FELA: Ma zio… gli affreschi… SALIF: Dopo. Dobbiamo parlare. FELA: E va bene… SCENA 3 - BAR SALIF: Allora, Fela, vuoi qualcosa da bere? FELA: Sì, volentieri, zio. SALIF: Prendi un’aranciata? FELA: Ma… veramente…no, grazie: preferisco un caffè. SALIF: Non devi prendere tanti caffè... Chiamo la cameriera. Scusi…? CAMERIERA: Buongiorno! SALIF: Buongiorno! Per favore, ci può portare un caffè e un’aranciata? Tu vuoi anche qualcosa da mangiare? FELA: Sì, grazie, un cornetto. SALIF: Senta, il ragazzo prende anche un cornetto. Deve crescere. Grazie CAMERIERA: Prego! FELA: Come mai tu prendi l’aranciata? SALIF: Io prendo il caffè. L’aranciata è per te. FELA: Ma zio! SALIF: Devi essere tranquillo e ascoltarmi. Voglio che tu pensi seriamente a cosa vuoi fare da grande! FELA: Ma zio! Ho tempo per pensarci! SALIF: Eh no! Devi prendere un titolo di studio, specializzarti… Grazie! CAMERIERA: Prego! FELA: Che bella giornata è oggi! SALIF: È tutta la vita che è bella! CAMERIERA: Lo sapete che proprio in questa piazza Roberto Benigni ha girato il film La vita è bella? SALIF: Veramente? CAMERIERA: Certo! SALIF: Grazie dell’informazione! CAMERIERA: Prego! FELA: Siamo in una piazza famosa! CAMERIERA: Certo! SALIF: La vita è bella… SCENA 4 – PIAZZA GRANDE ANNA: Abbiamo visto degli affreschi meravigliosi! FELA: E sapete? La piazza dove eravamo prima è dove Roberto Benigni ha girato La vita è bella! ANNA: Ma dai! FELA: … quel film famoso in tutto il mondo, su campi di concentramento ma … divertente! OLGA: Davvero? Anche noi abbiamo visto dei capolavori! FELA: E sapete? Lo zio ha ragione. È ora di pensare al futuro. Vorrei andare all’Università a prendere qualche informazione… comincio con la Facoltà di Lettere e Filosofia! ANNA: Ma dai! OLGA: Bravo, Fela! SALIF: Sono proprio contento. Domani noi due prendiamo l’autobus e andiamo all’Università! ANNA: Sapete… c’è una mostra su Piero della Francesca… ci andiamo tutti insieme? OLGA: Andiamo? SALIF: Perché no? OLGA: Andiamo! SCENA 5 – MOSTRA DI PIERO DELLA FRANCESCA ANNA: Guardate! Questo è Federico da Montefeltro! FELA: Chi era? SALIF: È stato un grande mecenate di Piero della Francesca! FELA: Che vuol dire ‘mecenate’? ANNA: Lo proteggeva e gli faceva realizzare delle opere! OLGA: Era duca, alla corte di Urbino! SALIF: Già. Nel Quattrocento l’Italia era divisa in corti! ANNA: E quella… è sua moglie: Battista Sforza! ANNA: Questi sono sempre i duchi sui carri! ANNA: Questa è la Madonna di Senigallia! ANNA: Questa, invece, è una Madonna con Bambino! È stata ritrovata da poco! il giorno dopo all’Università… SCENA 6 – UNIVERSITA’ FELA: … ci sono tanti corsi interessanti! SALIF: Vado a vedere se c’è qualche indicazione al piano di sopra. FELA: D’accordo. FELA: Senti, scusa… LOAI KHALIL IBRAHIM: Dimmi! FELA: Io ho bisogno di qualche informazione… a chi mi devo rivolgere? LOAI: Informazione per che cosa? FELA: Per iscrivermi all’Università. LOAI: È facilissimo, vieni con me così ti indico lo sportello in segreteria. FELA: Va bene. Grazie. LOAI: Guarda, qua c’è la segreteria. Basta andare là dentro e informarti… chiedere informazioni… FELA: Va bene. Grazie. SCENA 7 - SEGRETERIA ROSARIA FILIPPINI: Quindi questo è quello che ti serve e sei a posto così. Va bene? Okay? Ciao! FELA: Buongiorno! ROSARIA: Ciao, buongiorno! FELA: Vorrei sapere come si fa a iscriversi all’Universià. ROSARIA: Che cittadinanza hai? FELA: Io sono straniero residente in Italia. ROSARIA: E il diploma di maturità dove l’’hai conseguito? FELA: In Italia. ROSARIA: Quindi, come tutti gli studenti italiani, ti immatricoli al nostro sportello, solo che, oltre alla documentazione che ti forniamo noi, devi portarci la fotocopia della carta d’identità e la fotocopia del diploma, dopodiché provvediamo noi a mandare questa modulistica al nostro ufficio studenti stranieri che è a Siena. Okay? FELA: Okay. Grazie. ROSARIA: E ascolta… magari una cosa… vuoi lasciarmi il tuo recapito telefonico e il tuo nome… casomai quando siamo in prossimità dell’immatricolazione ci mettiamo in contatto con te, okay? FELA: Va bene. Grazie. ROSARIA: Okay. FELA: Grazie mille. ROSARIA: Ci faremo sicuramente vivi con te, va bene? Ciao! FELA: Grazie, eh? ROSARIA: Ciao, buongiorno! SCENA 8 – UNIVERSITA’ LOAI: Oh! Ciao! FELA: Ciao! LOAI: Com’è andata? FELA: Tutto bene. Ma non ci siamo presentati. Io sono Fela. LOAI: Piacere. Io sono Loai. FELA: Come ti trovi qui? LOAI: Io sono arrivato tre anni e mezzo fa e mi sono subito iscritto a questa Università perché abito in un posto molto vicino, però, a dire il vero… SALIF: Ehi, Fela, lì c’è la segreteria degli studenti! FELA: Già fatto zio. Ho ricevuto tutte le informazioni necessarie. SALIF: Davvero? Bravo! Piacere! Io sono Salif, lo zio di Fela! LOAI: Piacere! Piacere mio! SALIF: E quindi tu studi qua? LOAI: Sì. Dunque, io sono arrivato dalla Palestina per continuare i miei studi qua. Faccio Lingue e Comunicazione interculturale. È il mio terzo anno. Spero di laurearmi adesso, a luglio. E comunque ascolta… all’inizio era dura, è vero! Però, tutti i giorni, venendo qua, incontrando nuove persone… poi i professori stessi sono molto in gamba, ti vogliono sempre aiutare… SALIF: Ma com’è l’Università qui? È impegnativa? Perché Fela non è un grande studioso! LOAI: È impegnativa, a dirti il vero, ma ce la farai! Non ti preoccupare, anche perché… se ce l’ho fatta io… figuriamoci! SALIF: Hai sentito? FELA: Sì, sì. Ma Loai tu dove abiti qui? LOAI: Io abito in un posto… si chiama la Cittadella della Pace! In un posto meraviglioso… mi piacerebbe che voi veniste con me… se volete possiamo andare anche ora, subito! SALIF: E… come si chiama? LOAI: La Cittadella della Pace! SALIF: Bello questo nome… LOAI: Adesso non vi voglio raccontare, così lasciamo la sorpresa… SALIF: Veniamo! Di sicuro veniamo! FELA: Io però ho promesso ad Anna una passeggiata in città! SALIF: Non preoccuparti! Vado a prendere Olga e andiamo insieme! LOAI: Allora ci vediamo tra una mezz’oretta qui? SALIF: Certo! LOAI: Va bene! A dopo! SALIF: Ciao! FELA: Ciao! SCENA 9 – RONDINE – CITTADELLA DELLA PACE LOAI: Eccoci! Siamo nella Cittadella della Pace! Vi mostro l’albero di ulivo che ci è stato donato dal Papa, a cui teniamo tutti! Questo albero ci è stato donato nel 2002, quando il Papa ha mandato il cardinale Kaspar in occasione dell’inaugurazione di una parte ristrutturata di Rondine. Vedi che bellezza! OLGA: Bellissimo! LOAI: Qua siamo in un posto in cui si trovano quattordici ragazzi provenienti da paesi di guerra. Io mi trovo con un israeliano, mio nemico storico, con cui posso parlare di tutte le cose… a casa mia non lo potevo fare… mi trovo molto bene, a dire il vero, è un’esperienza molto ricca… qua, per esempio… oh, Franco! Abbiamo anche il presidente dell’associazione! OLGA: Salve! FRANCO VACCARI: Salve, buonasera! OLGA: Sono Olga, piacere! FRANCO: Piacere mio! OLGA: Mio marito Salif! SALIF: Salif, piacere! OLGA: Ci fa compagnia? LOAI: Piacere! Ciao presidente! OLGA: Ci stava spiegando e descrivendo la vostra vita qui alla Rondine… FRANCO: Beh, sì, è una vita molto intensa, esigente… SALIF: Com’è nata la città? FRANCO: È nata da una storia di amicizia. Noi avevamo delle amicizie in Russia, poi le abbiamo fatte anche in Cecenia, abbiamo fatto una cosa un po’ incredibile, una mediazione durante il primo conflitto, nel 1995. Finita la prima guerra, tutto distrutto, ci hanno chiesto di prendere i giovani ceceni, che non avevano dove studiare all’Università. La nostra risposta fu: sì, prendiamo i ceceni, ma se viene anche un russo… e loro dissero: se trovate un russo che sta con un ceceno noi non abbiamo niente in contrario. L’abbiamo trovato ed è cominciata la Cittadella della Pace! SALIF: Ma come si accede alla Cittadella? FRANCO: Noi diffondiamo in questi luoghi che ho detto un bando, tradotto in sette lingue, per cui gli studenti delle Università accedono, possono vedere, possono incontrare… e possono anche chiedere di partecipare. Poi noi abbiamo dei partner nei luoghi, affidabili, loro fanno una preselezione e poi noi facciamo un viaggio in cui realizziamo la selezione. Noi non puntiamo sui grandi numeri ma vogliamo che la relazione vada a toccare gli aspetti più profondi perché stanno nascendo desideri, sogni… progetti che vanno nella logica della riconciliazione, dell’amicizia e dello sviluppo. Noi diciamo che a Rondine il punto di vista è il futuro. Noi siamo per i loro interessi, noi vogliamo che si sposino, che facciano figlioli, che trovino un bel lavoro e che ci invitino finalmente a fare festa! SCENA 7 – CENTRO DI AREZZO ANNA: Deve essere bello vivere qui! FELA: Secondo me, Arezzo offre tante possibilità di lavoro e crescita! ANNA: Vorrei un fidanzato, per ricevere un gioiello d’oro… FELA: Ma il regalo più bello è un gioiello fatto con le proprie mani! ANNA: Ancora con questa passione per l’artigianato! FELA: Guarda! Sul giornale c’è un corso per design di orafo! Telefoniamo? ANNA: Okay! SCENA 8 – LABORATORIO DI OREFICERIA ANNA: Questa è l’azienda che ci hanno indicato… FELA: Entriamo a chiedere qualche informazione? ANNA: Assomigli sempre di più a tuo zio. Sei curioso come lui! ANNA: Permesso? Disturbiamo? SANDRA HUANG: No! FELA: Possiamo farti qualche domanda? SANDRA: Sì, prego! FELA: Che lavoro fai esattamente? SANDRA: Io faccio progettazione con il computer! FELA: Come hai iniziato? SANDRA: Andando a scuola, un mio amico mi ha informato che ad Arezzo c’era una scuola per orafi in cui si organizzano tutti questi corsi di informatica. ANNA: Possiamo vedere qualcosa? SANDRA: Sì! ANNA: Che bello! Va bene… grazie! ANNA: Grazie! FELA: Grazie. SANDRA: Prego! FELA: Grazie mille! Arrivederci! ANNA: Buon lavoro! SANDRA: Arrivederci! FELA: Arrivederci! FELA: Fare l’orafo è un bellissimo mestiere, è difficile scegliere tra studio e lavoro... senti… domani torniamo all’Università… ho bisogno di qualche informazione! nel frattempo… SCENA 9 – SANSEPOLCRO – SCUOLA OLGA: Questa è la scuola di San Sepolcro. Alla Cittadella della Pace dicono che qui c’è la signora Laureta, una signora albanese con una storia molto interessante. SALIF: Vorrei qui anche i ragazzi. Devono ascoltare le storie delle persone che hanno faticato per trovare un buon lavoro! OLGA: Anna è una ragazza seria, nella vita non avrà problemi di lavoro! SALIF: Io sono preoccupato per Fela. Non ha ancora le idee chiare. LAURETA HODAJ: Buonasera! OLGA: La signora Laureta? Buonasera! LAURETA: Buonasera! OLGA: Salve, io sono Olga! LAURETA: Piacere! OLGA: Questo è mio marito Salif… LAURETA: Piacere! OLGA: Volevamo rubarle solo un secondo perché ci hanno indirizzato a lei, volevamo chiederle alcune informazioni. LAURETA: Prego! OLGA: Signora, lei è mediatrice culturale? LAURETA: Sì. Sono mediatrice culturale all’UCODEP. OLGA: È un lavoro difficile? LAURETA: No, è un lavoro bellissimo, noi svolgiamo questa attività alla questura, all’ospedale, alle scuole, dovunque sono immigrati. Noi mediatori siamo una ventina di ragazzi, di nazionalità diverse. SALIF: Ma lei ha dovuto studiare qui in Italia per insegnare violino? LAURETA: No, io non ho fatto altri studi, a parte un breve master di violino, però ho potuto legalizzare la mia laurea, presa in Albania. Ho iniziato a suonare dal ’98 in Italia e poi ho avuto questa opportunità di partecipare al concorso per insegnare violino… OLGA: Non la vogliamo più disturbare. Continuate a suonare. Ci fai sentire ancora qualcosa? LAURETA: Certo! Lei suona l’Allegretto di Mozart. Facciamo sentire! SCENA 10 – UNIVERSITA’ SALIF: Vedi, Fela, l’Università è impegnativa. Devi essere sicuro. FELA: Beh zio, non so… però… ANNA: Dai, Fela! FELA: Ma sì! Vorrei tanto laurearmi! SALIF: E allora leggi bene qui! SALIF: Hai già pensato a un corso in particolare? FELA: Penso Lingue e comunicazione interculturale... OLGA: Che bello! ANNA: Ieri però Fela ha conosciuto una ragazza che disegna gioielli. Gli piace quel lavoro… FELA: Anche lavorare subito mi piacerebbe… OLGA: Certo… per arrivare alla laurea devi studiare almeno tre anni… ANNA: E forse altri due, per la laurea specialistica… SALIF: Nel lavoro devi impegnarti comunque seriamente! FELA: Sì, sì… ANNA: Fela! Un po’ di decisione! continua…