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SCENA 1 – VILLA COMUNALE SALIF: Dai, aprilo tu… FELA: E perché io? SALIF: Dai, aprilo e vedrai! FELA: Viene dal Senegal! È un tama! SALIF: Già! ANNA: E cos’è? SALIF: È uno strumento a percussione. È conosciuto come “talking drum”! FELA: Che bello… ma… non capisco… OLGA: Beh, c’è un bigliettino, no? Guarda un po’… Ah, ma è scritto in francese… FELA: Forte! È per me! Per il mio compleanno! il giorno prima… SCENA 2 – CENTRO DI FOGGIA SALIF: Siamo a Foggia, in Puglia… OLGA: È al centro di una pianura agricola… ma c’è anche molto turismo… FELA: Ah, certo. Fa molto caldo qui, eh? SALIF: Eh, si. E dove c’è tanto turismo forse ci sono buone possibilità di lavoro… ANNA: È vero che in Puglia si produce un olio buonissimo? SALIF: Sì. Extravergine d’oliva. Ma questa è anche terra di pastori… ci sono buonissimi formaggi, di quelli che piacciono a Fela… FELA: Mmm… per esempio? SALIF: Per esempio il Canestrato che è una specie di pecorino. ANNA: Perché si chiama così? SALIF: Perché viene tenuto nei canestri di giunco a riposare. FELA: Ho fame… andiamo a cena? ANNA: Mamma, è vero che qui a Foggia è nato Renzo Arbore, quel cantante che ti piace tanto? OLGA: Sì, ma non è solo cantante, è anche musicista e uomo di spettacolo. È piuttosto conosciuto nel mondo… SALIF: Hallo? È una telefonata dall’Africa! SALIF: Oui, oui… no, c’est pas possible... d’acord... d’acord… merci! OLGA: Chissà chi è… SALIF: Ragazzi, domani dobbiamo andare all’ufficio postale… poi vi spiego perché… SCENA 3 – UFFICIO POSTALE SALIF: … e così devono inviare un pacco dall’Africa… non ho capito cosa c’è dentro ma… deve essere una cosa preziosa perché mi hanno chiesto di mandare soldi per la spedizione! FELA: È un pacco per te, zio? SALIF: Sì… è per me… ora entro e chiedo… OLGA: Ti aspettiamo qui? SALIF: Va bene! SALIF: Buongiorno! IMPIEGATA: Buongiorno! SALIF: Dovrei spedire cento euro in Senegal. Cosa devo fare? IMPIEGATA: Deve compilare questo modello. Ha il documento? SALIF: Sì. Allora lo riempio! IMPIEGATA: Sì. Nome e cognome. Indirizzo… SALIF: Devo scrivere pure l’importo da trasferire? IMPIEGATA: Sì. L’importo. Lo Stato… dove va? SALIF: In Senegal. IMPIEGATA: In Senegal. Quindi lo Stato e la città del Senegal. SALIF: Ecco. IMPIEGATA: Allora una firma… centosette. OLGA: Salif, ma tu hai capito perché è così urgente questa spedizione? SALIF: Shhh… è una cosa molto bella e importante per Fela! ANNA: Mamma, ho chiesto informazioni sul lavoro qui in città, soprattutto per le donne… c’è un posto qui vicino, ci andiamo? OLGA: Ma certo, venite ragazzi? SALIF: No, io vorrei parlare un po’ con Fela OLGA: Allora ci vediamo più tardi. poco dopo… SCENA 4 – CENTRO CARITAS ANNA: Questa è la Caritas. OLGA: Mi interessava conoscere qualcosa sui progetti specifici per le donne straniere… soprattutto sul lavoro… come le aiutate? ANA SHAHINI: Allora, noi in questo periodo stiamo terminando un progetto che si chiama progetto AGAR finanziato dalla Caritas italiana. Il progetto mira all’accoglienza e all’integrazione proprio di quella fascia più svantaggiata della popolazione migrata, che sono le donne, con o senza figli minori. OLGA: Quali sono gli obiettivi del progetto? ANA: Abbiamo una formazione base che consiste in corsi di italiano, tenendo presente anche i livelli di conoscenza della lingua italiana delle donne immigrate, e di corsi di informatica, tenendo presente anche quali sono le loro specifiche attitudini. Abbiamo fatto delle convenzioni con una scuola per parrucchieri ed estetisti dato che alcune di loro avevano espresso il desiderio di fare un corso per estetiste. Alle donne interessate a fare un corso per estetiste, noi come Caritas abbiamo fatto una convenzione con una scuola per parrucchieri ed estetisti riconosciuta dalla Regione Puglia. Hanno finito da poco questo percorso formativo e alcune di loro hanno già iniziato a lavorare. OLGA: Esistono altri servizi della Caritas per le donne straniere? ANA: Allora esiste un corso di alfabetizzazione in lingua italiana che abbiamo finito da poco e riprenderemo a settembre con l’inizio del nuovo anno scolastico, in più abbiamo un ambulatorio medico però aperto sia a uomini che a donne in questo caso, immigrati sempre, e abbiamo anche uno studio legale a disposizione sia di donne che uomini. OLGA: C’è qualcuno che possiamo per caso conoscere che ha fatto questo percorso? ANA: Certo. Ora ci sono qua tre ragazze che hanno fatto il percorso formativo e alcune hanno già iniziato a lavorare, sempre del progetto AGAR, di quel progetto di cui vi ho parlato. OLGA: Le possiamo conoscere? ANA: Prego! OLGA: Buongiorno! ANNA: Buongiorno! RAGAZZE: Buongiorno! ANNA: Abbiamo saputo che avete seguito il corso di formazione del progetto AGAR. È stato utile per trovare lavoro? BOGUSLANA SNIEZKO: Sì. Io sono contentissima di averlo fatto questo corso. Mi è stato molto utile anche perché da sempre ho voluto fare questo corso, era un mio desiderio da ragazzina. Già in Polonia l’ho voluto fare sempre, che poi non è stato possibile. OLGA: Che corso hai fatto esattamente? BOGUSLANA: Un corso di estetiste. ALMA SYZIN: Questo corso è stato utile. È stato un passo avanti per noi donne straniere che veniamo in Italia. Perché nel primo momento che arriviamo noi prendiamo i lavori più difficili, quelli che possiamo fare, perché io sono una madre con due figli ed è una grande possibilità che ha dato la Caritas fare questo bellissimo corso. Ha dato a noi una nuova speranza, un nuovo cammino, una nuova vita, non lo so… OLGA: Complimenti e auguri! BOGUSLANA: Grazie! ALMA: Grazie! BOGUSLANA: Pure a voi! OLGA: Ciao! ANNA: Ciao! nel frattempo… SCENA 5 – GIARDINI PUBBLICI SALIF: … quello che voglio dirti è che solo se sei consapevole della tua identità culturale puoi aprirti alle altre culture. È importante ricordarti da dove vieni per stare bene con tutti, e questo in ogni parte del mondo! FELA: Si, zio… hai ragione… e a proposito di comunicazione tra le culture… guarda! Un ragazzo mi ha dato questo: “Baobab. Sotto la stessa ombra”. Un centro per tutte le culture! Proviamo ad andare! SALIF: Andiamo! SCENA 6 – CENTRO BAOBAB DOMENICO LA MARCA: Buongiorno! SALIF: Buongiorno! FELA: Buongiorno! DOMENICO: Io sono Domenico La Marca, responsabile del Centro Interculturale Baobab. Voi invece come vi chiamate? FELA: Io sono Fela, lui è mio zio Salif! SALIF: Salve! Salif Ba! DOMENICO: Da dove venite? FELA: Senegal! SALIF: Noi siamo stranieri, abbiamo deciso di conoscere meglio l’Italia, un po’ per piacere, un po’ per capire anche meglio la realtà italiana… le proposte di lavoro… questo centro si occupa anche di stranieri? DOMENICO: Il Centro Interculturale Baobab è uno spazio aperto, che grazie alla Regione Puglia e alla Provincia di Foggia con l’Assessorato alle Politiche Sociali, al Comune di Foggia, con l’Assessorato all’Immigrazione, dall’anno scorso è attivo qui sul territorio. Cerca di creare spazi, opportunità, occasioni di incontro tra italiani e stranieri, un po’ per andare aldilà di quella che è la prima accoglienza. SALIF: Quali sono le vostre attività? DOMENICO: L’anno scorso abbiamo fatto, a proposito di Senegal, un corso di jembè, a cui hanno partecipato trenta, quaranta italiani, giovani e anche degli stranieri. Abbiamo fatto un laboratorio di danze e balli del Senegal. Poi quest’anno stiamo promuovendo, come vedete qui, “Aggiungi un mondo a tavola”. È una serie di incontri, un laboratorio gastronomico, perché forse attraverso la cucina possiamo incontrarci, possiamo assaporare sapori e conoscere anche la tradizione degli altri Paesi. A proposito, oggi abbiamo il Mondialità di calcio balilla. Mi sembra che ci manca il Senegal, sì… che ne dite? Volete partecipare? FELA: Certo! SALIF: Te la senti? FELA: Certamente! SALIF: Andiamo a vincere! DOMENICO: Okay! DOMENICO: Qui abbiamo il biliardino, Ciao. Vi presento… FELA: Fela. SALIF: Salif! DOMENICO: Ci hanno dato la disponibilità per il torneo. Ci mancava una squadra per il girone d, il Senegal. Quindi loro giocheranno per il girone d. attualmente stanno giocando la Tunisia contro l’Eritrea del girone a. FELA: Polonia-Senegal… 3 a 1… peccato! SALIF: Beh, non fa niente… la prossima volta andrà meglio, dai… il giorno dopo… SCENA 6 – VILLA COMUNALE OLGA: Siamo stati bene qui a Foggia. SALIF: Anche io e Fela abbiamo conosciuto persone interessanti… il centro Baobab è un luogo di incontro utile… tutti giocano, cucinano, organizzano belle serate, e così si incontrano persone con origini molto diverse… OLGA: Hai ragione. Ma Fela dov’è? SALIF: Oggi arriva quel pacco dall’Africa. Ho detto a Fela di andare all’ufficio postale a prenderlo… speriamo bene! SCENA 7 – UFFICIO POSTALE FELA: Salve! Dove si ritirano i pacchi? IMPIEGATO: Allora, dovresti andare in questa sala e ritirare la lettera “L”, ritiro lettere e pacchi. Devi seguire questa strada. FELA: Grazie! IMPIEGATO: Prego! FELA: Salve! Devo ritirare un pacco che viene dal Senegal! IMPIEGATA: Mi dai il documento? FELA: Sì. IMPIEGATA: Lo vado a cercare. Attendi qua. Ecco qua il pacco tuo. Chi te l’ha mandato questo pacco? FELA: Non lo so. IMPIEGATA: Non lo sai? Allora, mi devi mettere la data di oggi e la tua firma, qui. Ti trovi bene qui in Italia? FELA: Sì, sì. IMPIEGATA: Lavori? FELA: No. Sto studiando. IMPIEGATA: Ah, stai studiando… FELA: Grazie… IMPIEGATA: Ecco il tuo pacco, il tuo documento… e arrivederci! FELA: Grazie, grazie mille! SCENA 8 – VILLA COMUNALE ANNA: Fela,. finalmente! FELA: Eccomi! ANNA: È bel tempo ma è afoso, sono stufa di aspettarti! FELA: Ecco il tuo pacco! SALIF: Dai, Fela, aprilo tu… FELA: E perché io? SALIF: Dai, aprilo tu… FELA: E perché io? SALIF: Dai, aprilo e vedrai! FELA: Viene dal Senegal! È un tama! SALIF: Già! ANNA: E cos’è? SALIF: È uno strumento a percussione. È conosciuto come “talking drum”! FELA: Che bello… ma… non capisco… OLGA: Beh, c’è un bigliettino, no? Guarda un po’… Ah, ma è scritto in francese… FELA: Forte! È per me! Per il mio compleanno! ANNA: Già. Tra due giorni è il tuo compleanno! SALIF: Gli altri zii del Senegal hanno voluto farti un regalo speciale… qualcosa che ti ricordi dell’Africa, che puoi far conoscere ai tuoi amici italiani! FELA: Sono felicissimo! SALIF: Ti faccio vedere! Prendi qua! continua…