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SCENA 1 –BELVEDERE FELA: Mi dispiace proprio partire domani… pensavo a Matera come a una città ideale per me, soprattutto perché ho conosciuto una persona speciale come te! KATIA: Anch’io sono molto contenta di aver conosciuto una persona come te, Fela FELA: Guarda, questa è una maglietta a cui tengo molto… voglio regalartela per ricordo… quella mattina… SCENA 2 – PIAZZA VITTORIO VENETO SALIF: Qui sembra di stare in un sogno… OLGA: Matera è detta la città dei Sassi. Ed è patrimonio dell’umanità per il suo valore artistico. SALIF: Può sembrare strano vivere in case scavate nella pietra, ma qui sono riusciti a sfruttare la roccia per vivere meglio! Case nei sassi! FELA: Sono grotte! SALIF: Eh sì! ANNA: Fresche d’estate e calde d’inverno… giusto? SALIF: Sì… anche se oggi nessuno abita più nei sassi: ci sono bar, ristoranti, negozi… e tanti artigiani! FELA: Bello! SALIF: Fela! Che fai? Siamo in Basilicata da un giorno e non fai nient’altro che scrivere messaggi! Vuoi stare un po’ con noi? FELA: Ma sì, zio! Eccomi! OLGA: Dai, Salif, vieni, andiamo a prendere una bibita! SCENA 3 –BAR OLGA: Sentite: Matera è la città delle cento e più chiese… e sapete che a Matera, tra i sassi, hanno girato tanti film importanti… SALIF: Sassi, artigianato e cinema! Un luogo veramente creativo! OLGA: È bellissimo… perfetto per il cinema! Chissà se ci sono buone opportunità di lavoro… ANNA: Ho letto che qui a Matera, oltre all’agricoltura, c’è tanto lavoro nel settore dei salotti… SALIF: Forse ci sono anche stranieri che lavorano in questi settori… OLGA: Dove possiamo informarci? FELA: Eccomi! Guardate! Questo volantino parla di un’Associazione italo-cinese… Leggi: forse ti può interessare, zio! C’è il numero di una persona… provo a chiamare? SALIF: Ma certo! FELA: Ecco! Secondo me è quella! Scusa, tu sei Katia Albanese? KATIA ALBANESE: Sì, sono io! FELA: Piacere! Ho parlato con te al telefono? KATIA: Sì, sì. FELA: Io sono Fela. KATIA: Ciao, Fela! FELA: Questa è la mia famiglia: lo zio Salif… KATIA: Piacere, Katia! FELA: Sua moglie Olga… OLGA: Piacere! KATIA: Piacere! FELA: … e Anna! KATIA: Piacere! ANNA: Piacere! KATIA: Grazie… FELA: Prego! SALIF: Katia, Fela mi ha detto che tu sei la presidente di un’associazione… KATIA: Sì. L’Associazione interculturale italo-cinese. È stata costituita nel giugno 2006, anno in cui è stato sancito di sviluppare rapporti di amicizia tra l’Italia e la Cina. L’obiettivo dell’Associazione è quello di creare rapporti di amicizia tra questi due Paesi, anche perché qui a Matera è forte la presenza della comunità cinese. Su 1.100 immigrati quasi il 50% è rappresentato dai cinesi. OLGA: Come si sono integrati qui a Matera? KATIA: Per i giovani parliamo di un’integrazione maggiore diversamente dai genitori che, lavorando nei salottifici, la maggior parte del loro tempo la trascorrono a lavorare, di conseguenza hanno difficoltà di integrazione, invece i giovani frequentano assiduamente l’Associazione, fanno dei corsi di lingua italiana, per cui questo è anche un motivo che spinge loro ad integrarsi e a relazionarsi con noi italiani. SALIF: In quale settore lavorano? KATIA: Lavorano nel settore del salotto perché qui a Matera ci sono molte aziende, fabbriche che producono salotti, poi c’è un altro settore che è quello commerciale. Infatti ci sono delle famiglie che hanno avviato un’attività come un ristorante cinese o anche dei negozi di abbigliamento. Quindi danno anche posti di lavoro ad altri cinesi in questi settori. FELA: Sono curioso… vorrei conoscere qualcuno della mia età che fa parte dell’Associazione… secondo te, è possibile, Katia? KATIA: Certo, Fela, vieni con me e ti faccio conoscere gli amici cinesi! SALIF: Vai pure Fela… io vorrei andare ai Sassi. Ho sentito parlare di un PASQUALE molto bravo, vorrei chiedere delle informazioni… ANNA: Posso venire con te Salif? Lo sai quanto mi piace l’artigianato… SALIF: Ma certo! OLGA: E allora io accompagno Fela. poco dopo… SCENA 4 – NEGOZIO ABBIGLIAMENTO KATIA: Fela, loro sono gli amici dell’Associazione che volevo presentarti: Anna e Alessio. FELA: Piacere! OLGA: Io sono Olga, piacere! ANNA JIE’ LIN: Anna. Piacere! FELA: Da quanto tempo state in Italia? ANNA: Da nove anni… un po’ di più… OLGA: Voi siete venuti qui insieme ai vostri genitori? ANNA: No. I nostri genitori sono venuti prima, molto prima. Diciamo che sono venuti prima loro, una decina di anni fa e poi hanno fatto il ricongiungimento familiare e ci hanno fatti venire qua. OLGA: Avete fatto la scuola qui? Voi state lavorando e state facendo anche la scuola… ANNA: Inizialmente andavamo solo a scuola, poi con la crescita aiutiamo pure i genitori. FELA: L’integrazione con gli altri ragazzi italiani com’è stata? ANNA: Abbastanza bene. Come ho già detto ormai sono nove anni… ormai ci sentiamo anche italiani OLGA: Cosa significa per voi questa associazione italo-cinese? ANNA: Sicuramente un aiuto per noi stranieri, oprima di tutto. Diciamo che è servita abbastanza perché comunque a Matera soprattutto i cinesi sono poco aperti, nel senso che loro trascorrono la maggior parte del loro tempo a lavorare, quindi… magari hanno dei problemi che non possono risolvere con il paese, con il comune… anche problemi di lingua… e quindi noi con questa associazione tendiamo ad aiutarli… OLGA: Ragazzi, auguri per tutto e grazie… ANNA: Grazie! FELA: Senti, Katia, ti posso telefonare più tardi? KATIA: Va bene! nel frattempo … SCENA 5 – LABORATORIO CERAMICA SALIF: In Senegal, ancora oggi, nei villaggi, ogni famiglia fabbrica i vasi di uso quotidiano… ANNA: Ma, allora, anche tu li sai fare? SALIF: Purtroppo no, però mi piacerebbe imparare! SALIF: Buongiorno! PASQUALE DI LENA: Buongiorno! ANNA: Buongiorno! SALIF: Io sono Salif Ba e lei è Anna, la figlia di mia moglie. PASQUALE: Piacere! ANNA: Piacere! SALIF: Possiamo guardare mentre lavora? PASQUALE: Prego! SALIF: Sa, per me è emozionante guardare il suo lavoro… Mio nonno a Dakar faceva l’artigiano e creava vasi stupendi… da allora mi è rimasta questa passione… PASQUALE: Provi, provi lei! SALIF: Grazie! PASQUALE: Si metta il grembiule… ANNA: Bravo, Salif! Sembri esperto… SALIF: È un lavoro che mi piace molto… è creativo e anche rilassante… ANNA: Prendo un fazzoletto! Ma… ma la mia carta d’identità? No… credo di averla persa quando ho tirato fuori il curiosario… PASQUALE: Corra subito a cercarla… SALIF: Io resto qui, chiama tua madre! SCENA 6 – ESTERNO ANNA: Mamma? Ho un problema! Senti… ho perso la carta d’identità… ora sono all’Anagrafe per chiedere un duplicato… OLGA: Allora, appena hai finito, vieni al Belvedere… ci troviamo tutti lì! A proposito, Anna…? Sai che Fela sta passeggiando con una ragazza? ANNA: Chi? Fela? OLGA: Eh sì! poco dopo… SCENA 7 – ANAGRAFE ANNA: Senta, ho smarrito la carta d’identità ma sono residente in un altro Comune… posso rifarla? ANGELA ACITO: Sì, la può rifare. Ha fatto denuncia? ANNA: Ancora no. ANGELA: Deve andare a farla, dai Carabinieri o in Questura. Lei è italiana? ANNA: No, sono straniera. ANGELA: Ha il permesso di soggiorno con lei? ANNA: Eh no, con me no, perchè siamo in viaggio. ANGELA: Non ha nessun documento… passaporto… niente… ANNA: No, con me no… ANGELA: Non ha niente. E allora lei va a fare la denuncia e poi faremo noi ulteriori accertamenti nel comune di residenza chiedendo la fotocopia del permesso di soggiorno oppure lei mi deve portare due testimoni che mi devono certificare i suoi dati anagrafici. ANNA: E cosa mi servirà per rifarla? ANGELA: Tre foto… ANNA: Posso prendere un appunto? ANGELA: Senz’altro! Allora tre foto le servono… ANNA: Sì… ANGELA: Una fotocopia della denuncia… una copia del permesso di soggiorno oppure due testimoni… ANNA: Okay… ANGELA: E il costo, se non era scaduta, dieci euro e 59, altrimenti cinque e 43, una volta che mi porta tutti questi dati, io chiedo il nullaosta al comune di residenza, mi arriva la risposta, poi io le faccio la carta d’identità, compilo questo cartellino e una copia di questo cartellino la mando al comune di residenza perché il suo vecchio numero di carta d’identità viene annullato. Vale quest’altro numero di carta d’identità che io le devo dare… ANNA: Va bene! ANGELA: Va bene? ANNA: Grazie mille! ANGELA: Prego! più tardi… SCENA 8 – BELVEDERE OLGA: Anna, devi stare più attenta però con i documenti, eh? ANNA: Dai, mamma, capita a tutti, può succedere anche a te di perdere qualcosa… poco dopo… SALIF. Ehi, Anna, hai trovato la carta d’identità? ANNA: No, però la rifarò quando torneremo a casa… SALIF: Ammirate cosa ho fatto io! OLGA: Ma dai! L’hai fatto veramente tu? SALIF: Sì. Ti piace? OLGA: È davvero bello. Mio marito ha talento per i lavori creativi! ANNA: Ma guardate Fela! FELA: Mi dispiace proprio partire domani… pensavo a Matera come a una città ideale per me, soprattutto perché ho conosciuto una persona speciale come te! KATIA: Anch’io sono molto contenta di aver conosciuto una persona come te, Fela FELA: Guarda, questa è una maglietta a cui tengo molto… voglio regalartela per ricordo… KATIA: Grazie, è veramente carina! Sei molto gentile! FELA: Pensi che ci possiamo rivedere in futuro? KATIA: Guarda… io ho la tua e-mail… magari ti scriverò… SALIF: Ehi, nipote! Fela… fa’ un sorriso! FELA: Non ne ho voglia, zio! SALIF: … ei giovane ma anch’io sono stato giovane, sai? Anche se ti sembra strano, ho provato le stesse emozioni che stai provando tu oggi! Ricordati che qualche volta, quando incontri una persona gentile, con cui stai bene, puoi scambiare la simpatia per qualcosa di più… Fela, devi imparare a non illudere troppo te stesso e gli altri… io so cosa provi adesso ma… purtroppo, serve per diventare grandi… Ti voglio bene, Fela! continua…