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SCENA 0 – ATELIER SALIF: Buongiorno! STILISTA: Buongiorno! SALIF: Senta, veramente io… ho ricevuto un messaggio da mia moglie… mi ha dato appuntamento qui… non so perché… STILISTA: Si chiama Olga sua moglie? SALIF: Sì. STILISTA: Non si preoccupi, arriva tra pochissimo… SALIF: Ma… certe volte Olga è strana… Quella mattina… SCENA 1 – GALLERIA VITTORIO EMANUELE II SALIF: Questa è la famosa galleria Vittorio Emanuele II! OLGA: Eh sì, si può dire che è un po’ come il salotto della città… avete visto quanti caffè, quanti punti di incontro… FELA: I Milanesi amano passeggiare qui e fermarsi a prendere un aperitivo… SALIF: Già… un aperitivo speciale… con tante cose particolari da mangiare… a Milano è una tradizione… OLGA: Bello… stasera facciamo qualcosa: prendiamo anche noi l’aperitivo? FELA: Sì, sì… mi piacerebbe… io e lo zio possiamo prendere un’aranciata e poi assaggiare tante cose buone… SALIF: Milano è una città veramente moderna, qui chi dirige le imprese, è anche molto attento all’arte e alla cultura… Volete un esempio? Milano è la capitale della moda. Cosa unisce imprenditoria e arte più della moda? OLGA: Da quando ti interessi alla moda? SALIF: Beh… è divertente no? OLGA: Mah… per me conta soprattutto la comodità… se poi un abito è alla moda o no è meno importante… SALIF: Sì, lo capisco, oggi voi donne fate anche lavori faticosi e impegnativi: l’operaia, la camionista, la carabiniera, … i pantaloni sono comodi, però… andiamo a vedere qualche negozio? OLGA: Perché? Non ti piacciono i miei pantaloni? SALIF: Ma no… però magari… un vestito più femminile… OLGA: Che vuoi dire? Che faccio, mi devo arrabbiare? SALIF: Ma no, Olga, dài! OLGA: E non dovrei? SALIF: Ma no, dai… era solo così… per dire.. FELA: Su, non litigate! Andiamo a vedere il Duomo? Dicono che è uno degli esempi più straordinari dell’arte gotica… SALIF: Andiamo… SCENA 2 – DUOMO FELA: Che meraviglia… SALIF: Sapete cosa ho letto? FELA: Che cosa, zio? SALIF: Vedete quella madonnina in cima? È un po’ il simbolo della città… beh… durante la seconda guerra mondiale Milano ha subìto molti bombardamenti e i milanesi hanno coperto quella statua di stracci… perché è dorata e poteva riflettere la luce… FELA: Capito, Olga? OLGA: Sì, sì… SALIF: Mah… FELA: Beh… vogliamo andare a sant’Ambrogio? SALIF: Andiamo che è meglio… SCENA 3 – CORTILE DI SANT’AMBROGIO SALIF: Questo è Sant’Ambrogio! È in stile “romanico lombardo”, dice la guida. OLGA: Beh… in una città così piena di attività, questo è proprio un luogo di pace… SALIF: Pensate… nel 1258, pochi anni prima della nascita di Dante, vero Fela? Qui hanno celebrato la pace di Sant’Ambrogio… in pratica qui è finita la lotta tra nobili e popolo che c’era nel Comune di Milano… FELA: Ah! Interessante… OLGA: Già… Fela… tu che fai l’università … sai che Milano è la città di un altro grande scrittore, Alessandro Manzoni? FELA: Certo! Ha scritto i Promessi Sposi! SALIF: Bravo! Bravo il nipotino… sa proprio tutto! SCENA 3 BIS – ESTERNO SANT’AMBROGIO SALIF: Venite… questa deve essere la colonna del diavolo… FELA: E perché si chiama così? SALIF: Beh, sulla colonna ci sono due fori e la leggenda dice che li hanno fatti le corna del diavolo quando ha cercato di trafiggere sant’Ambrogio… la leggenda poi racconta che se uno appoggia le orecchie ai fori sente i suoni dell’Inferno… FELA: Inferno? Ma… sapete che Dante nella Divina Commedia inizia il viaggio proprio dall’Inferno… in pratica immagina di trovarsi nel luogo dove le anime vanno dopo la morte… SALIF: Dante era cristiano vero? FELA: Sì. Per lui dopo la morte ci sono tre possibilità: chi ha vissuto senza peccato, secondo la morale cristiana, va in Paradiso, chi ha peccato va all’Inferno e chi invece ha peccato ma ha chiesto perdono a Dio va in Purgatorio… Dante fa questi viaggi e incontra tante persone… volete sentire come inizia il viaggio? OLGA: Ma certo, Fela… perché no? FELA: “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura chè la diritta via era smarrita…” SCENA 4 – PARCO SEMPIONE SALIF: Guarda che bello, Olga… è il Castello Sforzesco… OLGA: Che bello! Bello… SALIF: Quello è il palazzo dell’arte… FELA: Sai, zio, che è la sede della triennale? In questo palazzo fanno le più belle mostre di arte contemporanea… SALIF: E c’è anche il nuovissimo Museo del Design! FELA: E che cosa si intende per design? SALIF: Entriamo a vederlo e ti spiego… FELA: Certo! OLGA: Io preferisco andare a far spese… SALIF: Mi raccomando però… non spendere troppo! OLGA: Vedremo… non lo so… ciao! SCENA 5 - PALAZZO DELL’ARTE TRIENNALE FELA: Che bello! SALIF: Eh sì… è incredibile: nonostante i bombardamenti a Milano si sono conservati monumenti antichi, come Sant’Ambrogio che abbiamo visto prima, … eppure… ci sono tante costruzioni moderne… come questa… le due cose convivono perfettamente… FELA: Zio, ma allora mi spieghi cos’è il design? SALIF: Beh… design è tutto ciò che riguarda l’aspetto e la linea degli oggetti… non so… la forma elegante di un tavolo, le linee morbide di un divano, la forma originale di una lampada… tutto questo è design! FELA: Forte! La prima sedia al mondo completamente trasparente… armonia di trasparenza e leggerezza: non teme graffi, urti, pioggia, sole, bimbi… SCENA 6 – ATELIER OLGA: Che belli questi vestiti! STILISTA:Grazie! OLGA: Come ha deciso di fare la stilista? STILISTA: Allora, ho deciso di fare la stilista perché questa produzione è tutta una produzione fatta in Vietnam da piccoli artigiani e siccome loro hanno dei piccoli lavoratori, c’era la necessità di fargli vedere i modelli che desideravo… e allora ho cominciato a disegnarli così… OLGA: Le piace il lavoro che fa? STILISTA: Sì. È un lavoro che permette di poter dare uno sbocco a piccoli produttori e questa era la cosa che mi interessava di più. OLGA: Come mai ha pensato di far conoscere la sua cultura proprio attraverso la moda? STILISTA: Perché la moda soprattutto in Italia è fondamentale e quello che mi piaceva era proprio far vedere un altro tipo di moda aldilà della moda italiana una moda che ha le sue radici dentro una cultura così lontana, che è quella del Vietnam, in cui ci sono tessuti molto belli, fatti di seta… OLGA: Lei è una straniera immagino sia stato difficile aprire un’attività propria qui a Milano, diventare un’imprenditrice… STILISTA: E’ stato difficile perché c’è una burocrazia molto pesante qua, ho fatto fatica a capire a chi mi dovevo rivolgere, come rivolgermi… ho la fortuna di sapere l’italiano e questo mi è stato di grosso aiuto ma non è così per tutti gli stranieri che sono qua, anzi… OLGA: Senta, le volevo chiedere un’altra cosa… io vorrei fare una sorpresa a mio marito: siccome io vesto quasi sempre in pantaloni e lui mi vorrebbe vedere in una versione un po’ più femminile, mi potrebbe aiutare? STILISTA: Sì, certo. Più tardi… SCENA 7– ESTERNO PALAZZO DELL’ARTE SMS OLGA: Raggiungimi al negozio di… SALIF: Mamma mia! Olga sta sicuramente spendendo cifre esagerate… povero me! Qui devo trovarmi un secondo lavoro. Vediamo: barista, no.. non so fare i cocktail; minatore, nemmeno: i luoghi chiusi mi fanno paura; vendere libri, mi piacerebbe… quasi quasi come secondo lavoro mi metto a fare il libraio, così leggo pure qualche libro gratis… FELA: Andiamo va… SCENA 8 – ATELIER SALIF: Buongiorno! STILISTA: Buongiorno! SALIF: Senta, veramente io… ho ricevuto un messaggio da mia moglie… mi ha dato appuntamento qui… non so perché… STILISTA: Si chiama Olga sua moglie? SALIF: Sì. STILISTA: Non si preoccupi, arriva tra pochissimo… SALIF: Ma… certe volte Olga è strana… OLGA: Ecco qui, Salif… che ne dici? SALIF: Olga! Sei elegantissima! OLGA: Dici? Beh… piace anche a me vestirmi così… SALIF: Vedi? Gli abiti femminili sono belli… OLGA: Sì ma da domani… torno ai miei pratici pantaloni eh? Continua…