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BENVENUTI IN ITALIA!

SKETCH A

IL RISVEGLIO DI KHADIJA

PERSONAGGI:

IMPIEGATO PAVEL

IMPIEGATA PAULINE PAULINE

IMPIEGATA KHADIJA KHADIJA

Interno giorno. Ufficio mattina.

Davanti alla macchinetta del caffè (la situazione richiama Camera caffè) un uomo e una donna. L’uomo è in giacca e cravatta, la donna in tailleur. Stanno prendendo il caffè. Pauline ha in mano una cartellina, Pavel un’agenda. Parlano degli impegni della giornata

PAULINE sfogliando la sua cartellina

È pronta la relazione per la riunione di domani mattina?

PAVEL

Domani mattina? Ma no! La riunione è di pomeriggio!

PAULINE sfogliando la sua cartellina

Ti sbagli. È di mattina.

PAVEL

Questa sera la scrivo, allora…

L’arrivo di Khadija li interrompe. Khadija arriva trafelata, quasi correndo

KHADIJA

Ragazzi, che corsa! Sono in ritardo?

PAULINE

Ehi, ciao, Khadija. Calma. Anche stamattina sei in perfetto orario. Anzi, hai cinque minuti per la colazione. Vuoi un caffè?

KHADIJA sospirando

Sì, grazie! Ho davvero bisogno di un caffè…

PAVEL sarcastico

Perché? A casa non fai colazione?

KHADIJA

La colazione?

Pauline offre un bicchiere di plastica col caffè a Khadija e la prende bonariamente in giro

PAULINE sorridendo

Ehi, ma cosa fai la mattina prima di venire al lavoro? Confessa: fai un altro lavoro e poi vieni qui

Pavel sta al gioco e comincia anche lui a prendere in giro la povera Khadija

PAVEL mimando quello che dice

mmm… Secondo me, Khadija prima del lavoro si alza, fa un lunghissimo bagno, sceglie i vestiti – almeno mezz’ora –, si trucca – altra mezz’ora – e poi è tardi e deve correre…

KHADIJA

Il bagno? Il trucco? I vestiti? Con due bambini da portare a scuola?

PAVEL spavaldo

E vabbè, dai… la mattina porti i bambini a scuola. E allora?

PAULINE sarcastica

Ah certo. Anche tu porti i bambini a scuola tutte le mattine prima del lavoro. Vero, Pavel?

Pavel alza le spalle un po’ piccato

PAVEL

Beh, no… io

KHADIJA furibonda

Ecco che cosa faccio tutte le mattine: mi sveglio presto, metto in ordine la casa, stendo il bucato, preparo la colazione, poi mi faccio una doccia veloce, mi vesto… e sveglio i bambini, che non vogliono mai alzarsi. Poi i bambini fanno colazione e si lavano! Una tragedia! E poi si vestono (mimando i bambini):io voglio mettere questi pantaloni” – e naturalmente i pantaloni sono sporchi – “io oggi voglio andare a scuola con il pigiama”…

E questo succede TUTTI I GIORNI. TUTTE LE MATTINE.

Poi andiamo a scuola in autobus - un’altra corsa... E in autobus i bambini piangono e litigano sempre! Dopo la scuola faccio un viaggio in metropolitana, ed eccomi in ufficio, al lavoro!

PAVEL terrorizzato a Khadija

Lavoro? questa è una vacanza!... Il tuo vero lavoro è la mattina in famiglia!

KHADIJA borbottando

E già! Grande idea cercare un lavoro e fare la conversione del permesso di soggiorno. Fare la casalinga non è già un lavoro?

BENVENUTI IN ITALIA!

SKETCH B

UN CASO DI DISTRAZIONE

PERSONAGGI:

ANGEL ANGEL

ZOU ZOU

Esterno giorno. Fermata d’autobus.

Giuseppe passeggia nervosamente avanti e indietro, si ferma, guarda se arriva l’autobus, poi riprende a passeggiare, si ferma di nuovo, guarda l’ora, si tende (come a guardare in fondo a una strada se si intravede la sagoma dell’autobus)

ZOU brontolando

Niente. Non arriva. Non arriva. Non arriva

Entra in scena Angel con la sua inseparabile custodia di contrabbasso sulle spalle e un casco in mano, si avvicina a Giuseppe

ANGEL

Ciao, Giuseppe, che fai?

ZOU sorpreso brontolando

Oh, Angel, ciao. Sto aspettando il 70.

ANGEL

L’autobus?

ZOU esasperato

Certo, l’autobus, Angel. Oh, voi artisti! Ma dove avete la testa?

ANGEL finto preoccupato

La testa?

Angel ridendo dandosi una manata sulla testa

ANGEL sorridendo

Ah, qui. In testa.

Giuseppe lo guarda ma non sorride

ZOU brontolando

L’autobus non arriva e io ho un impegno importante

ANGEL serio

Un appuntamento? Non vai al lavoro?

ZOU brontolando

Più tardi. Adesso vado all’università.

ANGEL

All’università?

ZOU piccato mostrando il permesso di soggiorno per studio

Sì, all’università. Ho un permesso di soggiorno per studio. Ecco vedi: dura un anno.

ANGEL

E come si ottiene il permesso di soggiorno per studio?

ZOU sospirando

Eh… il primo permesso, per sostenere l’esame di ammissione all’Università, dura in genere tre mesi. Poi, con fotocopia di tutto il passaporto, fotocopia della certificazione attestante il corso di studio da seguire vistata dall’ambasciata italiana, fotocopia della polizza assicurativa per malattia ed infortunio, ho chiesto il permesso di soggiorno per studio. E poi mi ha convocato la Questura - ufficio immigrazione - per il fotosegnalamento e adesso ho un permesso di durata annuale.

ANGEL

Ma tu lavori anche!

ZOU

Il permesso di soggiorno per motivi di studio permette di lavorare, ma non a tempo pieno. Posso lavorare massimo 1.040 ore durante l’intero anno.

ANGEL

Ma come fai a lavorare e studiare?

ZOU un po’ imbarazzato

La mattina lavoro e il pomeriggio studio. Anzi… studio anche la sera.

ANGEL

Vuoi un passaggio in motorino?

ZOU un po’ dubbioso

Grazie. Ma tu non hai un altro casco. Posso andare in autobus…

Angel si toglie la custodia dalle spalle, la poggia a terra, la apre e tira fuori un casco e lo porge all’esterefatto Pavel

ANGEL sorridendo

Il casco per te? Ecco.

ZOU incerto

Ma tu dove vai?

ANGEL

Vado a lezione di musica, tre volte a settimana. Ma oggi cominciamo più tardi. Il motorino è proprio qui

ZOU guardandosi intorno

Qui? Dove? Qui non c’è niente.

Giuseppe intanto guarda l’orologio scuotendo la testa. Angel sicuro indicando un punto dove ovviamente non c’è niente

ANGEL

Ma sì. È qui. Parcheggio sempre qui la sera.

Angel si gira e vede che non c’è nessun motorino, comincia a passeggiare e a guardarsi intorno.

ANGEL incerto parlando tra sé

Ma dov’è il motorino? Forse non è qua.

ZOU esasperato

No, Angel. Il motorino non è qua

ANGEL guardando incerto Giuseppe

Ma dov’è il motorino?

ZOU Sei sicuro di averlo parcheggiato qui?

ANGEL

(picchiandosi la testa)

Giuseppe! Il motorino! L’ho prestato alla mia ragazza!!

BENVENUTI IN ITALIA!

SKETCH C

IL VALORE DEL SILENZIO

PERSONAGGI:

PAVEL PAVEL

PAULINE PAULINE

Interno sera. Classe scuola d’italiano,

la lezione è appena finita. PAVEL raccoglie velocemente libri e quaderni e si prepara ad andar via. Pauline è ancora seduta al banco. Sfoglia nervosamente il libro che ha davanti. PAVEL mentre si prepara ad andarsene non può fare a meno di attaccare bottone con Pauline.

PAVEL allegro

Pauline, che fai? La lezione è finita

PAULINE assorta

Lo so

PAVEL allegro

Non vai a casa?

PAULINE secca

No.

PAVEL allegro

Resti qui in classe?

PAULINE secca

Sì.

PAVEL si ferma come se non avesse capito

PAVEL allegro

Perché?

PAULINE sempre assorta

Devo studiare

PAVEL allegro

E perché non studi a casa?

PAULINE sempre assorta

Perché oggi è lunedì

PAVEL allegro

Sì, oggi è lunedì. E allora?

PAULINE sempre assorta

Il lunedì mio fratello torna a casa prima.

PAVEL perplesso

Torna prima? E allora?

PAULINE alzando lo sguardo verso PAVEL

E allora io non posso studiare

PAVEL perplesso

Perché?

PAULINE seccata

Perché chiacchiera troppo

PAVEL

E tu non rispondere!

Pauline fissa PAVEL come per incenerirlo, poi si concentra di nuovo sul libro

PAVEL

Ma non puoi restare qui.

PAULINE sempre assorta

Sì, invece

PAVEL allegro guardando l’orologio

Ma tra poco chiudono la scuola

Pauline alza le spalle senza sollevare lo sguardo dal libro. PAVEL la osserva un po’ smarrito

PAVEL

Se andiamo a casa mia puoi studiare lì…

PAULINE sempre assorta

No, grazie

PAVEL resta un momento indeciso sul da farsi. Poi prende una sedia, la sposta rumorosamente vicino a Pauline e si siede

PAVEL deciso

Va bene. Allora resto con te

PAVEL allegro

Pauline?

PAULINE sempre assorta

Sì?

PAVEL allegro

Cosa fai la sera dopo la scuola?

PAULINE secca

La sera studio sempre

PAVEL sempre allegro

E poi?

PAULINE seccata

Preparo la cena

PAVEL sempre allegro

E poi?

PAULINE seccata

Ceno

PAVEL sempre allegro

E poi?

PAULINE seccata

Lavo i piatti e metto in ordine la cucina

PAVEL sempre allegro

E poi?

PAULINE seccata

Guardo la tv

PAVEL sempre allegro

Anch’io dopo cena guardo sempre un po’ di tv. E poi cosa fai?

PAULINE seccata

Mi lavo. Mi faccio la doccia.

PAVEL allegro

E poi?

PAULINE sempre assorta

Mi metto il pigiama e vado a letto

PAVEL allegro

Ah. No. Io no. Io telefono agli amici. Domani cosa fai?

PAULINE sempre assorta

Vado al lavoro

PAVEL allegro

Anch’io. E dopo il lavoro?

PAULINE sempre assorta

Vado al supermercato a fare la spesa.

PAVEL allegro

Domani pomeriggio, dopo il lavoro, io vado in palestra. Il martedì e il venerdì ho lezione di judo.

NB: Pauline in tutta la conversazione non ha mai alzato la testa dal libro. PAVEL sbircia sul libro di Pauline

PAVEL

Pauline?

PAULINE sempre assorta

Sì?

PAVEL

Cosa studi?

Pauline finalmente alza la testa dal libro esasperata. Spingendo il libro sotto il naso di PAVEL

PAULINE esasperata

Verbi in –ere, come TA-CE-RE, PAVEL

Tieni, studia anche tu

Pauline si alza e se ne va lasciando PAVEL a leggere ad alta voce

PAVEL

-non parlare, non dire niente..

-fare silenzio, cessare di parlare..

BENVENUTI IN ITALIA!

SKETCH D

DONNE IN RITARDO

PERSONAGGI:

GIUSEPPE GIUSEPPE

KEVIN KEVIN

JULIA JULIA

Interno giorno. Interno ufficio posta.

Kevin è in fila. Ogni tanto guarda l’orologio e poi si gira per vedere se arriva qualcuno. Arriva Giuseppe

GIUSEPPE

Ciao, Kevin. Anche tu devi pagare le bollette eh?

KEVIN

Ciao, Giuseppe. No, non devo pagare le bollette. Devo mandare un telegramma.

GIUSEPPE

Mandi un telegramma ai tuoi genitori?

KEVIN

No. Ai genitori di Julia.

GIUSEPPE sorpreso

E perché mandi un telegramma ai genitori di Julia?

KEVIN

No, il telegramma non è mio.

GIUSEPPE sempre più sorpreso

Eh? Non è tuo?

KEVIN sorridendo

No. Io aiuto Julia e mando un telegramma ai genitori.

GIUSEPPE guardandosi intorno

Ah. Ma dov’è Julia?

Kevin si guarda intorno smarrito

KEVIN

Non lo so…

GIUSEPPE

Ah, le donne! Prima o poi Julia arriva, stai tranquillo.

KEVIN

Ma tra dieci minuti l’ufficio chiude.

GIUSEPPE

Lo so, ma le donne hanno un’altra misura del tempo.

KEVIN smarrito

Un’altra misura del tempo.

GIUSEPPE

Per esempio: tu cosa fai prima di uscire di casa?

KEVIN

Dipende.

GIUSEPPE

Se devi andare a un appuntamento…

KEVIN

Con chi?

GIUSEPPE esasperato

Come “con chi”, Kevin? Non lo so. Con una ragazza. Hai appuntamento con una ragazza.

KEVIN

È mattina, pomeriggio o sera?

GIUSEPPE sempre più esasperato

Mattina. È mattina.

KEVIN

E dov’è l’appuntamento?

GIUSEPPE sull’orlo di una crisi di nervi

Qui. L’appuntamento è qui all’ufficio postale.

KEVIN sollevato

Ah, allora vado a piedi. Prima di uscire mi faccio una doccia, mi lavo i denti, mi faccio la barba, indosso un paio di jeans, una camicia pulita, una giacca e…

GIUSEPPE

Eeee?

KEVIN

E basta. Esco.

I due parlando non si accorgono dell’arrivo di Julia alle loro spalle. Julia resta ad ascoltare in silenzio. E commenta con la mimica quello che dice Giuseppe

GIUSEPPE

Ecco. Una donna invece si fa la doccia, poi si spalma almeno 5 creme diverse, poi deve scegliere un vestito e si cambia almeno 3 volte prima di decidere. Poi si trucca, e poi ci sono i capelli. Si pettina… Tu ti pettini?

KEVIN piccato passandosi una mano tra i capelli

Certo. Io mi pettino!

GIUSEPPE saputello con fare cospiratore

Per un’ora?

KEVIN

Un’ora?

GIUSEPPE annuendo compiaciuto

Un’ora, sì. E poi sceglie i gioielli, la borsa, le scarpe… ore Kevin. Servono ore.

KEVIN costernato

Capisco.

Julia a questo punto gli si para davanti con le mani sui fianchi

JULIA arrabbiata

Kevin!

KEVIN sorpreso

Julia!

JULIA arrabbiata

Ma che fai qui? È un’ora che aspetto fuori

KEVIN sorpreso

Fuori?

JULIA arrabbiata

Fuori, sì. L’appuntamento era DAVANTI ALL’UFFICIO POSTALE NON DENTRO

Mentre Kevin comincia a balbettare scuse e Giuseppe si guarda le scarpe fischiettando, una voce annuncia che l’ufficio è chiuso. Giuseppe alza la testa sorpreso, guarda le bollette che ha in mano

GIUSEPPE

Chiuso? Come chiuso? E le mie bollette?

JULIA

Forse chiacchieri troppo…!

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Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale