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BENVENUTI IN ITALIA!

SKETCH A UNA VALIGIA IN PIÙ

PERSONAGGI:

MARITO ANGEL

MOGLIE PAULINE

UOMO PAVEL

Esterno giorno – strada davanti a portone

Macchina parcheggiata davanti a portone con sportelli e bagagliaio aperti. In terra valigie di diversa misura, ceste, pacchi regalo, borse

Vicino all’auto un uomo e una donna trafficano coi bagagli. Sono troppi e in auto non ci stanno

Il marito mette su una borsa, si china per prenderne un’altra e mentre è chinato la moglie toglie la borsa appena messa su per sostituirla con un’altra… il marito fa per sistemate un’altra borsa, s’accorge che quella grande che aveva appena messo su non c’è… si guarda intorno perplesso… vede la valigia a terra, la riprende e fa per metterla su…

La moglie lo interrompe alzando un pacco gigantesco

MOGLIE

No prima questo

Il marito fa per sostituire la valigia col nuovo pacco che la moglie gli sta dando

MOGLIE

No, aspetta. Questo dopo. Prendi questo

Il marito pazientemente cerca di star dietro alle indicazioni della moglie. Tira giù quello che aveva appena messo su per sostituirlo con il nuovo pacco che la moglie gli sta porgendo

MOGLIE

No. Non così. Attento.

Così non va bene…

Prima mettiamo la valigia grande, dopo mettiamo il pacco marrone....

Il marito è rimasto con un gigantesco pacco a mezz’aria, la moglie parlando mette sul pacco la valigia

MOGLIE

No aspetta, prima questo… (è un pacco lunghissimo)

MARITO

Questo è più lungo della macchina. E’ pericoloso….Bisogna mettere un segnale di carico sporgente: così gli altri automobilisti capiscono che non devono avvicinarsi troppo…. Eccolo qua….(tira fuori il segnale a strisce bianche e rosse diagonali)

A quel punto la moglie aggiunge un altro pacco gigantesco in braccio al marito. Il marito scompare dietro valigie e pacchi. È in equilibrio precario

Intanto arriva un uomo. Si avvicina

UOMO

Buongiorno.

Cambiate casa?

Il marito nascosto da valigie e pacchi che ha in mano non riesce a vedere chi parla

MARITO

Come, scusi?

L’uomo si avvicina di più e tende la mano al marito che ovviamente continua a non vedere niente. Tenta disperatamente di vedere chi parla senza far cadere niente

UOMO

Mi scusi. Buongiorno.

Mi chiamo Pavel Ionut

Il marito fa una torsione per vedere chi parla, mentre la moglie arriva con un altro pacco che aggiunge alla pila che ha già sulle braccia…

MOGLIE

Attento!

L’uomo è ancora lì con la mano tesa. Il marito a quel punto spazientito passa tutti i pacchi sulle braccia della moglie

Finalmente libero riesce a guardare il nuovo arrivato. Gli tende a sua volta la mano. Mentre si stringono la mano, il marito

MARITO

Scusi… io…

L’uomo fraintende le scuse, pensa che il marito non abbia capito il nome e ripete, stavolta scandendo bene le parole e facendo lo spelling

UOMO

Pavel Ionut…

Mi chiamo Pavel Ionut.

P-A-V-E-L:

P come Palermo,

A come Ancona,

V come Verona,

E come Empoli,

L come Livorno.

I-O-N-U-T:

I come Imola,

O come Otranto,

N come Napoli,

U come Udine,

T come Torino

I due si stringono la mano. Il marito è un po’ perplesso

MARITO

Buongiorno, io sono…

Mentre il marito tenta di presentarsi a sua volta, la moglie barcolla carica di pacchi. Il marito però non riesce a presentarsi perché la moglie gli molla di nuovo tutto interrompendolo

UOMO

Aspetti, l’aiuto

E anche lui raccoglie borse e pacchi e le mette sulle braccia del marito. Il marito è di nuovo sommerso di pacchi, valigie borse… prova a muoversi ma è impossibile. L’uomo prova ad aiutarlo ma finisce per peggiorare solo le cose

MOGLIE

Grazie. Siamo in ritardo.

Ma lui (indicando il marito) non ascolta mai.

La moglie lascia il marito a fare l’equilibrista con tutti i pacchi in braccio e si presenta a sua volta all’uomo stringendogli la mano

MOGLIE

Buongiorno. Io sono Pauline

La moglie si sposta a raccogliere altre cose e a metterle in auto

L’uomo anche lui pianta lì il marito e si mette ad aiutare la moglie a raccogliere valigie e pacchi e a sistemarle sull’auto

UOMO

Fate un trasloco?

MOGLIE

Trasloco?

UOMO

Sì, cambiate casa

MOGLIE

Cambiamo casa?

A quel punto il marito sommerso dai pacchi, muovendosi come un funambolo riesce ad avvicinarsi alla moglie… esasperato le molla tutto e risponde all’uomo un po’ seccato

MARITO

No. Non è un trasloco. Andiamo a Bari

UOMO

Al mare?

MARITO

No. Non al mare. A Bari

UOMO

A Trani?

Mentre adesso è la donna a barcollare carica di pacchi, il marito scandendo le parole e facendo lo spelling come aveva fatto l’uomo prima, quasi a voler fare il verso all’uomo

MARITO

No. Non Trani. Bari

B-A-R-I.

B come Bari,

A come Ancona,

R come Roma

I come Imola.

BARI

UOMO

Ah, capisco. BARI!

L’uomo guarda sempre più perplesso tutta la roba sparsa intorno alla macchina e la moglie che continua a barcollare carica di pacchi e valigie… la moglie da dietro la montagna di roba che ha sulle braccia

MOGLIE

È il matrimonio di un nostro amico italiano, sono curiosa di vedere come festeggiano due sposi italiani

L’uomo sempre più perplesso guarda interrogativo il marito

Il marito alza le spalle

Si sente squillare un telefonino. L’uomo cerca nelle tasche, prende il suo telefonino, lo guarda, ma non è quello che sta squillando

Il marito anche lui si cerca nelle tasche, anche lui tira fuori il suo telefonino ma non è neanche il suo

I due uomini guardano la donna che comincia ad agitarsi sempre di più con tutti i suoi pacchi perché vuole rispondere al suo telefono. Barcollando riesce ad avvicinarsi ai due uomini. Molla tutto in braccio all’uomo.

Adesso tocca all’uomo barcollare sotto pacchi e valigie.

La donna intanto cerca il telefono intasca, ma non c’è. Nelle borse sparpagliate in giro , ma non c’è… alla fine si avvicina all’uomo. Guarda la borsa alla base della pila che l’uomo ha in mano e comincia trafficare per tirar fuori il telefono senza far cadere niente.

Intanto dice al marito

MOGLIE

Cosa fai? Aiutami per favore

Il marito si avvicina a sua volta. I due cominciano a trafficare sui pacchi che l’uomo ha addosso. L’uomo tenta disperatamente di non far cadere niente… il telefono continua a squillare

Alla fine la moglie

MOGLIE

Attento. Non far cadere niente. Attento. Ecco ecco è qua. L’ho trovato. Scusi. Fermo. Ecco ecco…

Mentre tira fuori il telefono l’uomo perde l’equilibrio e cade tutto. I pacchi si aprono, si sparpaglia tutto per terra

Il telefono ha smesso di squillare

MOGLIE seccata

Attento! Ma non può stare più attento?

BENVENUTI IN ITALIA!

SKETCH B IL BIGLIETTAIO PUNTIGLIOSO

PERSONAGGI:

KEVIN KEVIN

GIUSEPPE bigliettaio GIUSEPPE

Interno notte - stazione metropolitana. Biglietteria. Il bigliettaio – con occhiali da presbite che sposta sul naso ogni volta che deve guarda da vicino o da lontano - dietro il vetro sistema in maniera maniacale le locandine appese al vetro, gli opuscoli sul banco, ogni tanto controlla l’orologio che ha al polso, poi guarda alle sue spalle l’enorme orologio appeso al muro. Le enormi lancette dell’orologio segnano le 11.58 (23.58). L’uomo torna a guardare il suo orologio, scuote la testa e rimette l’ora. Poi torna a ripetere le azioni già fatte nello stesso ordine di prima. Quindi sistema le locandine appese al vetro, gli opuscoli sul banco, torna a controllare l’orologio al polso, poi si volta di nuovo a guardare l’orologio al muro. Le lancette segnano sempre 11.58 (23.58). L’uomo allora guarda di nuovo l’orologio al polso, scuote la testa e di nuovo rimette l’ora.

Arriva correndo Kevin. Si para davanti al vetro ansimando, non riesce a parlare tanto ha corso

KEVIN

Scusi… scusi.. buonasera…

la metro… il biglietto

ma la parola biglietto si capisce male. Il bigliettaio alza lo sguardo sopra gli occhiali per guardare Kevin

BIGLIETTAIO

Piano piano… Buonasera.

Non ho capito. Può ripetere? Vuole un biglietto per la metro?

KEVIN

Sì, grazie un biglietto, non posso viaggiare senza… anzi no scusi… un abbonamento mensile. E’ più conveniente, vero, io la prendo tutti i giorni la metro…..

BIGLIETTAIO

Certo, l’abbonamento mensile è più economico nel suo caso

KEVIN

In fretta, per favore. Perdo l’ultima corsa della metro

Mentre parla, Kevin guarda ora il bigliettaio ora l’orologio sopra il muro alle spalle del bigliettaio

Il bigliettaio quando Kevin guarda l’orologio sul muro si gira a sua volta e poi in più butta l’occhio anche al suo orologio da polso, scuotendo la testa. Continua il gioco degli occhiali

BIGLIETTAIO un po’ brusco

Signore! Allora vuole un biglietto o un abbonamento?

KEVIN intimidito

Mi scusi. Un abbonamento.

BIGLIETTAIO rabbonito

Bene. Un abbonamento. Mensile o settimanale?

Kevin continua a guardare ora il bigliettaio ora l’orologio sopra il muro alle spalle del bigliettaio

Il bigliettaio quando Kevin guarda l’orologio sul muro si gira a sua volta e poi in più butta l’occhio anche al suo orologio da polso, scuotendo la testa

KEVIN sempre più intimidito

Mensile per favore.

BIGLIETTAIO trafficando in un cassetto

Ottimo.

Il bigliettaio tira fuori un abbonamento e lo mette sul banco davanti a Kevin, ma non molla la presa

BIGLIETTAIO con una mano sull’abbonamento

Aspetti giovanotto. Bisogna compilarlo.

Kevin sempre più preoccupato continua a guardare ora il bigliettaio ora l’orologio sopra il muro alle spalle del bigliettaio

Il bigliettaio prende una penna e la porge a Kevin

BIGLIETTAIO

Ecco guardi. Deve scrivere qua nome e cognome. Poi qui sotto data di nascita

Kevin però continua a guardare l’orologio al muro e si distrae

KEVIN

Come scusi?

Il bigliettaio riprende la penna dalla mano dell’esterrefatto Kevin

BIGLIETTAIO indicando con la penna le righe sull’abbonamento

Signore, attenzione per favore. Nome e cognome. Qui! E qui data di nascita

Poi guarda Kevin che lo guarda sempre più allibito. Interpreta male l’espressione di Kevin, pensa che il ragazzo non abbia capito come si compila l’abbonamento e decide di aiutarlo, di compilare lui per Kevin l’abbonamento

BIGLIETTAIO preparandosi a scrivere

Guardi, faccio io. Mi dica: come si chiama? Nome e cognome per favore

KEVIN sempre più allibito, quasi in un sussurro

Kevin Bajraktari

BIGLIETTAIO

Come scusi? Può ripetere?

KEVIN scandendo bene le sillabe e alzando un po’ la voce

Ke-vin Baj-ra-kta-ri

BIGLIETTAIO

Signore! Prima il nome e poi il cognome. Nome?

KEVIN scandendo bene le sillabe e alzando un po’ la voce

Ke-vin, signore. Il nome è Kevin

BIGLIETTAIO guardandolo lui stavolta allibito

E come si scrive, scusi?

KEVIN che comincia a dare qualche segno di nervosismo

KE-VIN! (scandito)

Kappa (PRONUNCIARE CAPPA)

E come Empoli

V come Venezia

I come Imola

N come Napoli

BIGLIETTAIO come a dire: e me lo potevi dire subito

Ah, KE-VIN! (scandito)

E questo è il nome.

E il cognome?

Kevin butta l’occhio all’orologio sul muro. Poi ormai rassegnato al bigliettaio

KEVIN

BAJ-RA-KTA-RI

B come Bari

A come Ancona

J (PRONUNCIARE I LUNGA)

R come Roma

A come Ancona

K (PRONUNCIARE CAPPA)

T come Torino

A come Ancona

R come Roma

I come Imola

Su Imola il bigliettaio lo interrompe e completa lui, come se fosse il nome più frequente del mondo

BIGLIETTAIO un po’ saccente

BAJ-RA-KTA-RI. Certo. Poi qui sotto aggiunge la data di nascita

Bigliettaio porge finalmente l’abbonamento al povero Kevin. Mentre Kevin prende abbonamento, l’altoparlante annuncia che la metro sta chiudendo. È passata l’ultima corsa. Kevin l’ha persa. Kevin guarda allibito il suo abbonamento a questo punto inutile…

BIGLIETTAIO un po’ seccato

Signore, devo chiudere. Sono trenta euro

BENVENUTI IN ITALIA!

SKETCH C GRANDE COME LA CINA

PERSONAGGI:

INSEGNANTE GIUSEPPE

ZOU ZOU

MARCIA MARCIA

KHADIJA KHADIJA

Interno giorno- classe.

Due banchi a sinistra di noi che guardiamo. Dietro, l’immagine nello schermo è una grande foto cartina politica Europa Asia. Frontale rispetto alla porta – telecamera la lavagna (vera). Non è la prima lezione ma sono arrivati studenti nuovi. Siamo alle presentazioni.

L’insegnante è alla lavagna.

Adesso dà le spalle alla lavagna ed è rivolto ai banchi di fronte

INSEGNANTE

Buongiorno. Prima di cominciare la lezione, voglio presentare la nostra nuova compagna di viaggio.

L’insegnante si rivolge direttamente a Khadija seduta al banco accanto a Marcia

INSEGNANTE

Come ti chiami?

Khadija si alza in piedi

KHADIJA

Buongiorno. Sono KHADIJA.

INSEGNANTE

Benvenuta Khadija. Come si scrive il tuo nome?

L’insegnante si volta verso la lavagna e scrive il nome di Khadija mentre Khadija detta e fa lo spelling

KHADIJA

Kappa

H come Hotel

A come Ancona

D come Domodossola

I come Imola

J come Jolly

A come Ancona

INSEGNANTE

E questo è il nome. Poi, dopo il nome, c’è il cognome…

L’insegnante viene interrotto da qualcuno che bussa alla porta. Noi non vediamo la porta, che idealmente è alla destra di noi che guardiamo, sentiamo solo il rumore dei colpi sulla porta

INSEGNANTE

Avanti

Non entra nessuno. Si sente di nuovo bussare

INSEGNANTE a voce un po’ più alta

Avanti

Zou da destra fa un paio di passi, poi resta incerto a destra della scena, come fosse rimasto sulla porta

INSEGNANTE ripete

Avanti. Vieni avanti

Zou s’avvicina alla lavagna

INSEGNANTE

Ciao Zou, sei in ritardo.

ZOU

Mi scusi. Prima ho sbagliato classe.

INSEGNANTE rivolto a Zou tendendogli la mano

Va bene. Non ti preoccupare. Non c’è problema.

(Poi rivolto alle ragazze ai banchi)

Loro si chiamano Marcia e Khadija.

ZOU

Marcia la conosco.

INSEGNANTE

(di nuovo rivolto a Zou)

E tu? Come ti chiami? Così ti presenti a Khadija.

ZOU

Buongiorno. Io mi chiamo Zou

INSEGNANTE

Allora… vediamo come si scrive il tuo nome…

ZOU

Z come Zara

O come Otranto

U come Umbria

INSEGNANTE

U come Umbria?

ZOU un po’ sorpreso

Sì, U come Umbria

INSEGNANTE

Ma Umbria non è una città.

U come Udine. Udine è una città, Umbria è una Regione

ZOU illuminato

Ah. Ho capito. Come da noi in Cina Guanxi

INSEGNANTE guardando cartina

Beh, non proprio

Qua si potrebbe aggiungere in post produzione su metà schermo le cartine a confronto di Umbria e Guanxi con evidenziati in grafica il numero di abitanti, Umbria 900mila circa, Guanxi oltre 47 milioni

Zou un po’ mortificato guarda l’insegnante, poi si gira verso la cartina e s’illumina di nuovo

ZOU

Sì. Ho capito. Come da noi in Cina le province! Hebei!

Qua si potrebbe aggiungere in post produzione su metà schermo le cartine a confronto di Umbria e Hebei, con evidenziati in grafica il numero di abitanti, Umbria 900mila circa, Hebei oltre 66 milioni

INSEGNANTE imbarazzato

Ehmm, sì, ecco… l’Umbria è un po’ più piccola.

BENVENUTI IN ITALIA!

SKETCH D UNA LETTERA FA LA DIFFERENZA

PERSONAGGI:

JULIA JULIA

GIULIA MARCIA

RAGAZZO PONY GIUSEPPE

ANGEL ANGEL

Interno pomeriggio verso sera. Agenzia di viaggio.

Di fronte alla porta Italia due scrivanie una accanto all’altra. Due impiegate lavorano ognuna alla sua scrivania. Sulla scrivania di Julia ci sono, oltre agli oggetti tipici da ufficio (carte, depliant, telefono, computer… portapenne ecc…), ci sono anche un grande vaso con un solo fiore dentro, e una ciotola colorata piena di caramelle. Sulla scrivania di Giulia solo quello che serve a lavorare.

Entra un pony express con tanto di borsa a tracollo e grandissimo mazzo di fiori in mano. Nell’altra mano ha il casco

RAGAZZO PONY

Permesso? Buongiorno, anzi Buonasera, o Buon pomeriggio?

Le due ragazze alzano la testa sorprese e all’unisono, Julia però più vivace, l’altra distrattamente, quasi un po’ infastidita dall’interruzione

JULIA sorridendo cordiale

Buongiorno

GIULIA contemporaneamente in modo molto professionale, quasi freddo

Buonasera

Ragazzo pony poggia il casco sulla scrivania di Julia e con la mano libera tira fuori un biglietto dalla borsa

RAGAZZO PONY leggendo biglietto

Chi è Giulia?

JULIA

Giulia?

Il ragazzo un po’ perplesso rilegge di nuovo il biglietto quasi ad accertarsi di non aver commesso errori

RAGAZZO PONY un po’ incerto

Sì, Giulia

Intanto si avvicina a Julia e le mostra il biglietto.

Giulia ha ripreso il suo lavoro e sembra determinata a ignorare i due. Julia legge il biglietto visibilmente delusa

JULIA delusa

Eh sì. Proprio Giulia. È lei

Julia indica la collega, che continua imperterrita a lavorare come se intorno non succedesse niente.

Il ragazzo guarda sorpreso Giulia che non batte ciglio

JULIA a GIULIA quasi stizzita

Giulia? Giulia! È per te.

Finalmente Giulia si decide, alza la testa dal suo lavoro e si degna di prestare attenzione ai due

GIULIA sorpresa scatta in piedi

Eh? Cosa?

A questo punto il ragazzo si sposta verso Giulia e le porge il gigantesco mazzo di fiori

RAGAZZO PONY a GIULIA

Ecco, questi sono per lei

Consegnato l’enorme mazzo di fiori a Giulia, il ragazzo tira fuori dalla borsa una ricevuta da firmare e una penna e le porge a Giulia

RAGAZZO PONY a GIULIA

Una firma per favore

Giulia, barcamendosi goffamente riesce maldestramente a firmare tenendo i fiori con la sinistra. Julia osserva delusa la scena

RAGAZZO PONY con fare ammiccante a GIULIA

Un ammiratore segreto, eh?

Giulia lo guarda male. Il ragazzo riprende la ricevuta firmata da Giulia, poi il casco lasciato sulla scrivania di Julia

RAGAZZO PONY

Bene. Grazie. Buona giornata e arrivederci

Il ragazzo fa per andarsene ma poi, mentre sta per infilarsi il casco, si blocca e torna indietro

RAGAZZO PONY

No. Che sbadato. C’è anche questo

Il ragazzo tira fuori dalla borsa a tracolla un enorme pacco di cioccolatini e un nuovo biglietto

Guarda il biglietto e poi un po’ dispiaciuto guarda Julia

RAGAZZO PONY dispiaciuto a Julia

Anche questo è per Giulia

Il ragazzo si avvicina a Giulia, che è rimasta in piedi perché non sa come sistemare i fiori e le consegna i cioccolatini. Giulia li prende con la mano libera, ma poi quando il ragazzo tira fuori una nuova ricevuta da firmare non sa che fare. Allora Julia prende il suo vaso, toglie l’unico fiore, lo poggia sulla scrivania, si avvicina a Giulia, la libera dai fiori che sistema nel suo vaso e mette il vaso col gigantesco mazzo di fiori sulla scrivania di Giulia.

JULIA quasi tra sé

Ecco, questi qui.

Giulia firma la nuova ricevuta. Julia, sistemati i fiori, torna alla sua scrivania.

Il ragazzo lascia un biglietto sul tavolo di Giulia, si sistema la borsa per andarsene

RAGAZZO PONY

Bene. Questo è tutto. Arrivederci

Il ragazzo guarda ancora una volta prima Giulia e poi Julia, poi scuotendo la testa perplesso si infila il casco e se ne va.

Giulia s’è già rimessa al lavoro, incurante dell’enorme vaso di fiori che ormai la nasconde e dei cioccolatini lasciati sul tavolo.

Julia la osserva un momento, poi scuote la testa, sistema il suo unico fiore nel portapenne e fa per rimettersi anche lei al lavoro

Rumore di porta che si apre

Timidamente s’affaccia un ragazzo (sempre dalla destra di chi guarda). È Angel

ANGEL

Buonasera

Giulia al solito quasi mugugna un buonasera.

JULIA visibilmente contenta

Ciao Angel, come stai?

ANGEL

Bene grazie, e tu?

JULIA visibilmente contenta

Bene grazie.

Intanto Angel guarda la scrivania di Julia un po’ smarrito

JULIA

Cerchi qualcosa?

ANGEL esitante

No… sì… ma è arrivato niente oggi?

JULIA indicando Giulia

Oh sì. Fiori, cioccolatini… tutto per lei

Angel guarda la scrivania di Giulia, riconosce i suoi fiori, i suoi cioccolatini

ANGEL dispiaciuto e confuso

Ma… i fiori, i cioccolatini sono per te!

JULIA sorpresa e anche leggermente infastidita

Per me? No. Sono per Giulia.

ANGEL sempre più confuso

Ma… il biglietto… ho scritto il tuo nome

Giulia finalmente si interessa alla scena e prende il biglietto cui fa riferimento Angel, lo legge, scuote la testa e glielo porge. Poi continua a osservarli incuriosita. Angel lo guarda e lo porge a Julia

ANGEL a JULIA porgendole biglietto

Ecco vedi: c’è il tuo nome.

Julia prende il biglietto, lo legge, capisce, sorride e restituisce il biglietto a Angel. Giulia intanto osserva la scena attenta

JULIA finto arrabbiata

Il mio nome eh? E come si scrive il mio nome?

ANGEL mortificato e confuso

Come si scrive il tuo nome?

G come Genova

I come Imola

U come Udine

L come Livorno

I come Imola

A come Ancona

Lo so come si scrive il tuo nome

JULIA ridendo indicando Giulia

Eh, bravo! Tu sai come si scrive il SUO nome. Noi ci chiamiamo Giulia tutte e due, ma con una grafia diversa: il mio nome si scrive

I lunga

U come Udine

L come Livorno

I come Imola

A come Ancona

GIULIA alzando le spalle

Dettagli

Julia ride, Angel è allibito. Giulia prende un cioccolatino e lo mangia.

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Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale