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BENVENUTI IN ITALIA!

SKETCH A I ricordi di GIOVANNA

PERSONAGGI:

ANZIANA SIGNORA GIOVANNA

BADANTE KHADIJA

Interno giorno – Casa anziana signora – salotto

Giovanna, un'anziana signora, e Khadija, la sua badante, entrano nel salotto dove c'è un grande divano.

GIOVANNA

Le luci?

KHADIJA

Sono spente. Lo so che devo spegnerle… la corrente non si spreca!

GIOVANNA

Brava, dobbiamo risparmiare le risorse del pianeta.

Giovanna si siede sul divano e apre sulle gambe un grande album di fotografie. Accanto a lei si siede Khadija. Dopo le prime pagine, GIOVANNA si perde nei suoi ricordi. Ogni tanto si ferma fa un lungo sospiro guardando una foto e poi descrive la persona raffigurata.

GIOVANNA (sognante)

Questo è Antonio... un amico di mio cugino... è alto, ha i capelli neri neri... e gli occhi azzurri, come il mare... È un bravo ragazzo e poi è generoso...

KHADIJA

Ma... Antonio? Il signore a cena qui l'altra sera?

Giovanna è indispettita, perché le parole di Khadija la riportano alla realtà.

GIOVANNA

Si, proprio lui. Ora è magro magro... ha i capelli bianchi e gli occhi non sono più azzurri...

Giovanna riprende a guardare l'album e trionfante indica un'altra foto.

GIOVANNA

Questo è Mario... Qui io ho 18 anni e lui 25... al mare... un amore unico... Conosci George Clooney? Mario è uguale.

KHADIJA

Ma ora com'è?

Giovanna mostra un po' di irritazione alla domanda di Khadija.

GIOVANNA

Beh, ora lui è un uomo anziano, è basso, grasso... calvo e... cammina con il bastone.... Ma… il tuo meraviglioso fidanzato... lui com’è?

Ora è Khadija che parla in tono sognante.

KHADIJA

Non conosce Hamid?

GIOVANNA

Poche parole al telefono... è un ragazzo educato, ma non so com'è.

KHADIJA

Lui è alto... magro, ma non magro magro... sta bene... Huwa rajal zwin! ( ragiàl zuìn)! È un bell’uomo! Ha i capelli neri... ma non neri neri...

GIOVANNA

Allora ha i capelli castani?

KHADIJA

Castani scuri e ricci... molto ricci...

Interviene Giovanna pensando ancora ai suoi fidanzati.

GIOVANNA

Come Aldo...

GIOVANNA

E gli occhi, come sono?

KHADIJA

Ha gli occhi neri... neri e profondi...

Mentre Khadija sogna il suo Hamid, Giovanna la interrompe sbrigativa.

GIOVANNA (sbrigativa)

Una foto. Hai una sua foto?

Khadija prende una foto dalla sua borsa e la mostra a Giovanna. Con il dito cerca di farle individuare Hamid tra un folto gruppo di persone.

KHADIJA

Eccolo! Lui è questo.

GIOVANNA

Questo... ma non ha i capelli ricci...

KHADIJA

No, non questo... quello dietro...

GIOVANNA (spazientita)

Alto, magro, capelli ricci, occhi neri, ma si vede solo un puntino...

KHADIJA (indispettita)

Una spalla e un orecchio.

GIOVANNA

E cosa vedo così?

KHADIJA (risentita)

Ma sono la spalla e l'orecchio di Hamid!!!

BENVENUTI IN ITALIA!

SKETCH B Una bionda di nome Andrea

PERSONAGGI:

RAGAZZO ZOU

RAGAZZO KEVIN

ANDREA JULIA

Interno giorno – Sede dell'Associazione “Benvenuti in Italia!”... Sala per gli incontri

Nella sede dell'associazione alcuni manifesti tra cui uno che riguarda un incontro multiculturale. Zou è un responsabile dell'associazione e sta seduto ad una scrivania alle prese con delle carte.

Entra Kevin, un po' sperduto e si avvicina a Zou.

KEVIN

Scusa, sono nuovo, è questa l'associazione “Benvenuti in Italia!”?

ZOU

Certo.

Kevin si guarda intorno, mentre Zou torna alle sua attività.

KEVIN (titubante)

Voi fate molte attività interessanti.

ZOU

Nella sede dell'Associazione passano tante persone... trovi cittadini di tutto il mondo: cinesi, come me, marocchini, peruviani e anche tanti... di dove sei?

KEVIN

Dell’Albania.

ZOU

E anche tanti albanesi, oltre a molti italiani...

KEVIN

Italiani?

ZOU

Certo! Domani qui al mio posto troverai il mio amico Giulio! Viviamo tutti in questo paese! Italiani e stranieri e abbiamo tutti gli stessi diritti e doveri.

Kevin indica il manifesto che annuncia un Incontro di dialogo fra le culture.

KEVIN

Anche se proveniamo da culture diverse?

ZOU

Certo, anche se siamo diversi. Come ti chiami?

KEVIN

Kevin.

ZOU

Bene, Kevin, devi sapere che nella Costituzione italiana ci sono tutti i diritti civili delle persone. In Italia c'è libertà di pensiero, di religione, di circolazione, di riunione e di associazione... come in questo luogo... Ognuno di noi è libero proprio grazie alle regole...

KEVIN

Cosa vuoi dire?

ZOU

Se rispettiamo le regole... tutti siamo più liberi...

KEVIN

Bello! Allora qui le persone parlano e scambiano le loro idee...

ZOU

Non solo! Uno degli scopi dell’Associazione è far conoscere agli italiani le culture degli stranieri e agli stranieri quella degli italiani! Pe esempio qui abbiamo una ricca biblioteca con libri scritti in tante lingue diverse!

KEVIN

Interessante… ma… sai… ho un appuntamento con Andrea. È qui?

Zou indica a destra fuori dalla scena.

ZOU

Andrea? È di là.

Kevin esce di scena solo un secondo e subito rientra.

KEVIN

No, lui non è Andrea. È alto, magro, con gli occhiali, il naso grosso, no, non è Andrea.

ZOU (frettoloso)

Ah, cerchi l'altro Andrea... allora, di là...

Kevin esce di scena dall'altra parte solo per un secondo e subito rientra.

KEVIN

Ma no, non hai capito. Lui è basso, grasso, ha i capelli grigi e fuma la pipa. Non è Andrea.

ZOU

Ma allora com'è questo Andrea?

Kevin descrive Andrea.

KEVIN

Cerco una Andrea alta, magra, bionda, con i capelli lunghi, due grandi occhi verdi e il naso sottile...

Mentre Kevin parla non si accorge che sta entrando in scena una giovane bella ragazza (Julia nei panni di Andrea).

ZOU

E non ha i baffi, vero?

KEVIN

No, no!

ZOU

Ecco Andrea!

Kevin si volta e rimane abbagliato dalla ragazza.

BENVENUTI IN ITALIA!

SKETCH C Una sciarpa va sempre bene

PERSONAGGI:

COMMESSO ANGEL

CLIENTE PAULINE

Interno giorno – Negozio di abbigliamento maschile

Sul tavolo del negozio c'è una montagna di vestiti: maglioni, camicie, pantaloni, cravatte, etc... Angel, il commesso è visibilmente spazientito. Pauline, la cliente, deve fare un regalo al marito ed è terribilmente indecisa. Angel sta buttando sul mucchio di abiti un'altra camicia gialla.

ANGEL (rassegnato)

E anche questa camicia, no.

PAULINE

Lei è molto gentile, ma non capisce, mio marito è biondo. Il giallo non va bene.

ANGEL

Allora, questa camicia con le tasche... comoda e leggera...

PAULINE

Ma no... non vede che è troppo sportiva... Lui è un uomo un po’ serio...

ANGEL

Allora questa giacca... E' un modello classico...

PAULINE

Noooo... non va bene. Mio marito è giovane... e poi è piccola... lui ha le spalle larghe...

ANGEL

Mi scusi, ma com'è suo marito?

PAULINE

Ripeto... mio marito è un uomo normale... Non è molto alto... è magro, ma non troppo... e ha gli occhi chiari...

Angel è disarmato, di fronte alle pretese della donna.

ANGEL (ironico)

Il colore degli occhi è molto importante... lei ha ragione.

Pauline non coglie l'ironia e insiste.

PAULINE

Si, è vero. L'ultimo compleanno gli ho regalato un maglione che non va bene con gli occhi... (dispiaciuta) e sta nel cassetto...

Angel fa una smorfia e tira fuori un altro maglione.

ANGEL

E questo... aperto davanti... è un modello molto apprezzato... secondo me questo è perfetto.

PAULINE

Nooo... è un modello vecchio... non va bene.

Angel tira fuori ancora un altro maglione.

ANGEL

E questo?

PAULINE

Così stretto... mai…, non è di moda.

ANGEL

Allora questi pantaloni a vita bassa... sono nuovi, appena arrivati...

PAULINE

Nooo... Lo so, non è facile, ma mio marito è un uomo semplice... voglio un vestito normale... per tutti i giorni...

Con uno scatto deciso, Angel tira fuori una sciarpa e porgendola a Pauline esclama:

ANGEL

Mi ascolti, signora, prenda questa, sicuramente va bene.

BENVENUTI IN ITALIA!

SKETCH D Attenzione alla colla!

PERSONAGGI:

FALEGNAME GIUSEPPE

PAVEL APPRENDISTA

Interno giorno – Piccolo laboratorio di falegnameria

In un angolo alcune assi di legno accatastate, a fianco il tavolo da lavoro di una falegnameria con sopra alcune assi incollate. Sparsi sul tavolo il barattolo della colla, una sega, una pialla e vari altri attrezzi da falegname. Il giovane apprendista Pavel è rimasto solo nel laboratorio e con un pennello sparge un abbondante strato di colla su una tavola. (in un angolo l'estintore rosso). Entra Giuseppe, il padrone della falegnameria.

GIUSEPPE

Tutto bene, Pavel?

Pavel è soddisfatto del suo lavoro.

PAVEL

Tutto bene. Incollo questa tavola così domani la libreria della signora Rossi è finita...

GIUSEPPE

Bravo, tu impari presto... il mestiere di falegname non è facile...

Molti combinano solo pasticci…

PAVEL

Come mio fratello Stefan!

GIUSEPPE

Stefan? Ogni tanto mi parli di un nuovo fratello! Ma quanti sono??

PAVEL

Ho undici fratelli! In Moldavia le famiglie sono moltto numerose!

Giuseppe si avvicina al tavolo e cerca tra i pezzi di legno quello che gli serve.

GIUSEPPE

Bene bene! Non vi annoiate mai! Ci sono state telefonate? La signora della libreria deve chiamare per l'appuntamento.

PAVEL

Nessuna telefonata.

Pavel ha finito con la colla e ora avvicina le due tavole poi con un morsetto le stringe ben bene. Giuseppe lo guarda soddisfatto.

PAVEL

Ah, ora ricordo, è passato un suo amico...

GIUSEPPE (incuriosito)

Un mio amico? Chi è? Come si chiama?

Pavel cerca di ricordare, ma il nome gli sfugge.

PAVEL

Non so, non ricordo il nome.

GIUSEPPE

Come non sai... Forse Gino?

PAVEL

No, è un nome troppo corto.

GIUSEPPE

Mario?

PAVEL

No, troppo facile, Mario.

GIUSEPPE

Ma allora descrivi com'è.

PAVEL

È un uomo simpatico e molto alto.

GIUSEPPE

Conosco almeno dieci persone alte, anzi... tutti i miei amici sono alti! Ma quest’uomo è grasso?

PAVEL

No, è normale.

GIUSEPPE

Come ha i capelli?

PAVEL

I capelli? Ha i capelli grigi... credo... porta un cappello azzurro.

GIUSEPPE

Allora è Luca... un mio vecchio amico.

Intanto Pavel sta armeggiando con le assi che ha appena incollato. Non vuole farsi vedere da Giuseppe, così continua a rispondergli mentre tira la camicia che è rimasta incollata fra le tavole.

PAVEL

No, non è Luca. Lui ha un naso grande e lunghe sopracciglia...

GIUSEPPE

Ho capito... è mio cugino Carlo che ha bisogno di un piacere.

Ma che fai?

In modo buffo Pavel si divincola cercando di liberarsi dalle tavole irrimediabilmente incollate alla sua camicia.

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Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale