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Oggi abbiamo trascorso una bella giornata a Cuneo. Nelle puntate scorse abbiamo parlato prima degli articoli determinativi e poi degli articoli indeterminativi. Che differenza c’è fra articoli determinativi e articoli indeterminativi? Quando si usano il, lo, la e quando invece si adoperano un, uno, una? Il segreto, se ci pensate, è tutto nelle note della canzone di Fela. Infatti, all’inizio della puntata di oggi, Fela annuncia una novità: dice che ha scritto una canzone. Ascoltiamo: FELA: Sentite qui! Ho scritto una canzone! Alla fine della puntata, cioè dopo che tutti hanno ascoltato la canzone, Anna dice a Fela che la canzone è bellissima. Sentite: ANNA: Fela! La canzone che hai scritto è bellissima! Ed ecco la regola: gli articoli indeterminativi si usano quando parliamo di qualcosa che gli altri non conoscono ancora (Ho scritto una canzone: questa di Fela è una sorpresa, nessuno sapeva niente, prima); invece, gli articoli determinativi si usano per indicare qualcosa di già noto, qualcosa che tutti già conoscono (La canzone è bellissima, e ormai tutti sanno qual è). Visto che nella scorsa puntata abbiamo studiato i nomi dei giorni della settimana, voglio parlarvi di un uso molto particolare degli articoli con i nomi dei giorni della settimana. Prendiamo una frase come Domenica voglio vedere la partita. Domenica senza articolo. Che cosa significa? Significa Questa domenica, la prossima che viene, voglio vedere la partita. Se invece davanti a ‘domenica’ metto l’articolo determinativo davanti e dico: La domenica voglio vedere la partita significa tutte le domeniche che ci sono. Infine, se dico: Una domenica voglio vedere la partita, con l’articolo indeterminativo davanti a ‘domenica’, significa una domenica qualunque di quelle che devono venire, prima o poi, voglio vedere la partita. Ma torniamo al caffè di Salif. La risposta della cameriera ci dà la possibilità di parlare dei verbi italiani in –ire, cioè quelli del terzo e ultimo gruppo. Infatti la cameriera dice I dolci li offre la casa, e offre è una forma del verbo offrire, che al presente indicativo fa così: io offro, tu offri, lui o lei offre; noi offriamo, voi offrite, loro offrono. Ora, sicuramente voi conoscete tanti altri verbi in –ire, come, per esempio, dormire (io dormo, tu dormi, lui dorme), oppure partire (noi partiamo, voi partire, loro partono), o anche aprire, sentire, servire, e così via. Attenzione, però: perché i verbi che finiscono in –ire sono di due tipi diversi. Prendiamo, per esempio, partire e finire: tutti e due sono verbi in -ire, però mentre diciamo io parto dobbiamo dire io finisco. La differenza sta alla fine del verbo: è un gruppo di tre lettere che si pronuncia isk oppure isc e che sta prima della vocale finale. Sentite: SALIF: Grazie! Buoni! Ora li finisco tutti…! SALIF: Se continui così, finisci senza soldi! OLGA: Quando finisce una guerra, ogni città ritrova la sua bellezza! FELA: Che ne sai? Sbrighiamoci che poi finisconoIo finisco, tu finisci, lui o lei finisce; loro finiscono. Ecco, queste sono le voci in cui si mettono le tre lettere, che davanti alla -o si pronunciano isk (finisco, finiscono), e invece davanti alla -i e alla -e si pronunciano isc (finisci, finisce). Non vi ho parlato della prima e della seconda persona plurale, perché in queste forme le tre lettere in più non ci sono: si dice noi finiamo e voi finite. E, tanto per restare in argomento, anche noi oggi finiamo qui. Nella puntata di oggi abbiamo visto e sentito: La differenza fra articoli indeterminativi e determinativi: una canzone / la canzone Articoli con i nomi dei giorni della settimana: domenica, la domenica, una domenica Il presente indicativo dei verbi in –ire: offro, offri, offre, offriamo, offrite, offrono / finisco, finisci, finisce, finiamo, finite, finiscono.