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Oggi, a Caserta, torneremo a studiare i numeri. Quelli fino a venti già li conosciamo. Per i numeri successivi, prima di tutto dobbiamo imparare quelli che indicano i gruppi di dieci o decine. Il primo lo ha detto Olga: è trenta (30). Ascoltiamola: OLGA: Potrei farlo trenta volte e non impararlo mai! Gli altri numeri che indicano le decine sono quaranta 40, cinquanta 50, sessanta 60, settanta 70, ottanta 80, novanta 90. I numeri da ventuno (21) a novantanove (99) si formano aggiungendo alla decina i numeri da uno a nove: ventuno, ventidue, ventitré, ventiquattro, venticinque, ventisei, ventisette, ventotto, ventinove; e allo stesso modo: trentuno, trentadue, trentatré, quarantuno, quarantadue, quarantatré, e così via. Attenzione: il numero che indica la decina (venti, trenta, quaranta) perde la vocale finale davanti a uno e davanti a otto: venti + uno = ventuno; trenta + otto = trentotto. Adesso che conosciamo i numeri fino a 99 possiamo anche rispondere se qualcuno ci chiede l’ora. A proposito, come si chiede l’ora in italiano? Facciamoci aiutare da Fela: FELA: Che ore sono? Le parole per chiedere l’ora sono: Che ora è?, oppure Che ore sono?, o ancora Scusa, sai dirmi l’ora?, o Scusi, sa dirmi che ora è?, Potrebbe dirmi che ore sono?, e così via. A queste domande si risponde: sono le… seguito dal numero dell’ora: sono le due, le tre, le cinque e così via. C’è una sola eccezione, sentite Fela: FELA: Ma c’è tempo… è l’una… È l’una. Perché l’una è singolare. Di solito, le dodici e le ventiquattro sono indicate come mezzogiorno e mezzanotte. Nelle comunicazioni al pubblico (per esempio, negli orari dei treni o degli aerei, oppure anche in televisione) le ore dopo le dodici si chiamano tredici, quattordici, quindici e così via fino alle ventiquattro; nell’italiano di tutti i giorni, invece, dopo le dodici si ricomincia da capo e si dice: l’una, le due, le tre o al massimo l’una, le due, le tre del pomeriggio. I minuti successivi all’ora si indicano con i numeri da uno a sessanta, ma la parola minuti non si dice: sono le nove e venti, sono le dieci e trentacinque. Fino a 39', i minuti si aggiungono all’ora: ad esempio, sono le nove e venti, sono le dieci e trentacinque. Da quaranta in poi, i minuti si possono anche togliere all’ora che viene dopo, usando la parola meno. Possiamo dire sono le nove e quaranta ma possiamo anche dire sono le dieci meno venti. Le parti di ora (cioè i15, 30 e 45 minuti) possiamo indicarle in più modi: Possiamo dire sono le due e quindici ma anche sono le due e un quarto. Possiamo dire sono le due e trenta oppure possiamo dire sono le due e mezza (o anche Sono le due e mezzo) Possiamo dire sono le due e quarantacinque e sono le due e tre quarti, o anche sono le tre meno un quarto, togliendo un quarto d’ora all’ora che viene dopo, proprio come fa Anna: ANNA: Sono le tre meno un quarto A proposito: che ore sono? Sicuramente è tardi: arrivederci alla prossima puntata! Nella puntata di oggi abbiamo visto e sentito: I numeri da 21 a 99: ventuno, ventidue, ventitrè, ventiquattro, venticinque, ventisei, ventisette, ventotto, ventinove, ecc. I modi per chiedere l’ora: che ora è? Che ore sono? Scusa, sai dirmi l’ora? Scusi, sa dirmi che ora è? Potrebbe dirmi che ore sono? Ecc. I modi per dire l’ora: è l’una; sono le cinque; sono le cinque e un quarto; sono le cinque e mezza; sono le cinque e tre quarti; sono le sei meno un quarto.