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In Italia si dice che Milano è la capitale del lavoro. Perciò, oggi ci occupiamo delle parole che indicano i vari lavori e le varie professioni. Salif ne ha nominati un bel po’. Ascoltiamolo: SALIF: Sì, lo capisco, oggi voi donne fate anche lavori faticosi e impegnativi: l’operaia, la camionista, la carabiniera… SALIF Qui devo trovarmi un secondo lavoro. Vediamo: barista, no.. non so fare i cocktail; minatore, nemmeno: i luoghi chiusi mi fanno paura; vendere libri, mi piacerebbe… Adesso vi spiego il trucco per riconoscere questi tipi di nomi: fate attenzione alla parte finale. Le parole che indicano i vari mestieri possono uscire in questi modi che ora vi dico: - Prima di tutto, possono uscire in -aio, -aia. Per esempio: benzinaio, gelataia, fornaio, giornalaia, operaia o libraio, come dice Salif: quasi quasi, come secondo lavoro mi metto a fare il libraio, così leggo pure qualche libro gratis… Come vedete, sono tutte parole molto chiare: il libraio è la persona che vende i libri, il gelataio è quello che fa e vende i gelati, e così via. Un’altra uscita dei nomi di mestiere è -iere o -iera: pensate a parole come il barbiere, la cassiera, il carpentiere, la carabiniera (come ha detto Salif, oggi anche le donne fanno le carabiniere), il cameriere, l’infermiera, il parrucchiere, la salumiera. Una terza uscita è –ista, che indica nomi sia maschili sia femminili: l’autista, l’elettricista (che possono essere sia un uomo sia una donna), la barista e il camionista, il centralinista e la farmacista, e naturalmente lo stilista e la stilista: . OLGA Che belli questi vestiti… come ha deciso di fare la stilista? Una quarta uscita è –tore: pensate ad agricoltore (cioè la persona che lavora la terra), minatore (che cerca l’oro o i diamanti sotto terra), muratore, attore e così via. Il femminile dei nomi che escono in –tore è un po’ complicato. Molti non ce l’hanno; quelli che lo hanno, lo hanno in –trice: pensate a albergatrice, attrice, direttrice e così via. E adesso, facciamo un po’ di grammatica. Ho detto facciamo, che viene da fare, che è proprio il verbo di cui vorrei parlarvi oggi. Fare è un verbo irregolare, come essere, avere e andare, che abbiamo già studiato, ed è anche un verbo che si usa tantissimo in italiano. La prova è che in questa puntata i nostri amici hanno usato tutte le forme del presente di fare: OLGA Che faccio, mi devo arrabbiare?OLGA: Già… Fela… tu che fai l’università OLGA Le piace il lavoro che fa?OLGA: Bello… stasera facciamo qualcosa: SALIF: Sì, lo capisco, oggi voi donne fate anche lavori faticosi e impegnativi FELA In questo palazzo fanno le più belle mostre di arte contemporanea… A questo punto tiro le somme e ripeto tutte le forme del presente di fare: faccio, fai, fa, facciamo, fate, fanno. Arrivederci alla prossima puntata!