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In questa puntata Salif ci ha insegnato che per risolvere un problema bisogna stare calmi. Ci ha dato un buon consiglio e, in più, ci ha fatto capire che cos'è, a che cosa serve e come si usa la forma bisogna in italiano. Bisogna è la terza persona singolare del presente di un verbo che ormai non usiamo in altre forme: il verbo bisognare. Bisogna serve per esprimere una necessità. Dopo bisogna, di solito c'è un verbo all'infinito: SALIF: Bisogna avere fiducia nei ragazzi, altrimenti non crescono mai... LUIS: Sentiamo… Bisogna provare per credere!... OLGA: Bisogna richiamare la società telefonica… Sentito? Bisogna avere fiducia; bisogna provare; bisogna richiamare. Il verbo all'infinito indica quello che bisogna fare. . SALIF: Ma insomma! È un vero disservizio! Non è possibile! Sono due giorni! Non occorre che lei sia scortese! Salif è arrabbiato, ma – giustamente - nella discussione si controlla: si rivolge all'impiegato con il lei e si esprime in modo corretto; corretto sia dal punto di vista della buona educazione sia dal punto di vista della lingua. Approfitto della discussione tra Salif e l'impiegato della società dei telefoni per insegnarvi come possiamo fare una protesta, un reclamo in forma parlata (nel nostro caso al telefono) nel modo giusto. Abbiamo un diritto e un dovere: il diritto è segnalare un problema, un disservizio ed esprimere le nostre ragioni; il dovere è mantenere un tono educato. Sentiamo Salif: SALIF: Pronto? Buonasera! Sì, vorrei fare un reclamo. Non funziona la linea telefonica… no, non si riesce a chiamare. Come, non può fare niente? Ha il sistema bloccato? Senta, mi sembra assurdo: noi abbiamo bisogno della linea telefonica. Ma, scusi, le pare possibile che dobbiamo restare senza una spiegazione perché a lei non funziona il computer? Salif ha iniziato la prima telefonata con una forma cortese, il cond. vorrei: vorrei fare un reclamo. Poi aggiunge la sua opinione: mi sembra assurdo, cioè io penso che sia assurdo. Infine, chiede all'impiegato la sua opinione: le pare possibile che dobbiamo restare senza una spiegazione? Nella seconda telefonata, dato che è passato 1 giorno e il problema non si è risolto, Salif è sempre educato e corretto, ma protesta in modo più deciso: SALIF: Pronto? Sì, buongiorno. Senta, io ho chiamato ieri. Siamo senza linea telefonica da due giorni. No! Come richiamare più tardi? Ma insomma! è assurdo! Mia moglie ha bisogno della linea telefonica per lavoro. Non è possibile stare due giorni senza neanche una spiegazione! Ma io pago puntualmente la bolletta, ho diritto all’assistenza di un tecnico! Guardi, io protesto formalmente. Se lei non fa qualcosa, io reclamerò in direzione! Salif non dice più “Mi sembra assurdo”, come aveva detto nella prima telefonata, ma dice “è assurdo”; non chiede più all'impiegato “le pare possibile”, ma dice “non è possibile”; infine, ricorda un suo dovere (io pago puntualmente la bolletta) e reclama un suo diritto (ho diritto all'assistenza di un tecnico). Nella terza telefonata, poi, minaccia di cambiare compagnia telefonica: SALIF: Ma insomma! È un vero disservizio! Non è possibile! Sono due giorni! Non occorre che lei sia scortese! Voi dovete mandare un operaio, altrimenti faremo un contratto con un’altra società! Arrivederci alla prossima puntata. Speriamo che per allora, il telefono di casa Ba funzioni! In questa puntata abbiamo imparato: - ad esprimere una necessità o un obbligo: Bisogna provare per credere!;  È necessario avere una figura di riferimento...;  - a protestare per un disservizio: Vorrei fare un reclamo; Mi sembra assurdo!; Le pare possibile... ecc.