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Quando incontriamo una persona, dopo i saluti le domandiamo: Come stai? Come sta?

PAVEL Come stai, cara?

CASSIERE Oggi come sta?

Se le persone sono due o più di due, chiediamo: Come state?

GIUSEPPE Buongiorno, come state?

Come si risponde a queste domande gentili?

ANGEL Buongiorno, signor Kevin, come sta?

KEVIN Bene, grazie, e lei?

MARCIA Ragazze, come state?

JULIA Bene, grazie.

KHADIJA Bene, e lei?

Di solito diciamo: Bene, grazie. E tu?, oppure “Bene, grazie. E lei?”. Ma possiamo anche rispondere: Abbastanza bene, oppure: benissimo; oppure: Molto bene, oppure: “Non c’è male”,

PAULINE No, no, sto abbastanza bene…

JULIA Benissimo, grazie.

PAVEL Molto bene, grazie.

ANGEL Non c’è male, cerco mettere di po’ d’ordine negli scaffali…

Attenzione: le domande sono gentili, le risposte sono gentili. Anche se stiamo male, rispondiamo così. Invece, agli amici o alle persone di famiglia possiamo anche rispondere: “Non troppo bene”, “Male”, “Malissimo”.

Prima abbiamo sentito tante volte la parola grazie. Diciamo grazie quando una persona dice o fa una cosa gentile. A un grazie si risponde con un’altra parola gentile: prego.

GIUSEPPE Vuole una caramella?

PAULINE Sì, grazie.

GIUSEPPE. Prego.

Riprendiamo il verbo essere. Ecco le tre persone plurali del presente di essere: Siamo, siete, sono.

PAVEL Siamo in piedi da questa mattina.

KEVIN Ma… di solito siete due commessi nel negozio…

CASSIERE Loro sono Sophia Loren e Marcello Mastroianni.

Possiamo usare queste forme da sole, oppure possiamo usarle con i pronomi e dire noi siamo, voi siete, loro sono, come dice il signore del cinema. Noi, voi, loro sono i pronomi personali plurali.

E adesso completiamo il presente di parlare: noi parliamo, voi parlate, loro parlano.

CASSIERE … ma noi parliamo troppo e il film inizia.

GIUSEPPE Anche voi al lavoro parlate molto?

KEVIN … in classe parlano spesso della Costituzione italiana.

Anche al plurale, tutti i verbi che finiscono in -are (come lavorare, portare, comprare, aspettare e tanti altri) funzionano come parlare:

Noi lavoriamo, voi lavorate, loro lavorano. Noi portiamo, voi portate, loro portano.

Adesso, conosciamo tutto il presente di essere: io sono, tu sei, lui o lei è; noi siamo, voi siete, loro sono. Conosciamo anche tutto il presente dei verbi in –are, come parlare: io parlo, tu parli, lui o lei parla; noi parliamo, voi parlate, loro parlano.

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Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale