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PER USARE L’ITALIANO

Ricordate l’avverbio come? Lo troviamo nelle domande gentili “Come stai?, “Come sta?”, “Come state?”, ma lo troviamo anche in altre domande:

INSEGNANTE Come ti chiami?

BIGLIETTAIO … Mi dica. Come si chiama?

Attenzione al verbo: ti chiami e si chiama sono forme del presente del verbo chiamarsi. Sentiamo qualche esempio:

PAVEL Mi chiamo Pavel Ionut.

JULIA …Noi ci chiamiamo Giulia tutte e due

INSEGNANTE Loro si chiamano Marcia e Khadija. E tu? Come ti chiami?

Ecco tutte le forme del verbo chiamarsi: io mi chiamo, tu ti chiami, lui o lei si chiama, noi ci chiamiamo, voi vi chiamate, loro si chiamano.

Il verbo chiamarsi funziona come il verbo parlare, ma prima dobbiamo mettere un pronome: mi, ti, si, ci, vi, e di nuovo si.

Ci sono altri verbi che funzionano come chiamarsi. Per esempio lavarsi: io mi lavo, tu ti lavi, lui o lei si lava, noi ci laviamo, voi vi lavate, loro si lavano. E poi dimenticarsi: mi dimentico, ti dimentichi, si dimentica, ci dimentichiamo, vi dimenticate, si dimenticano.

Dopo mi chiamo dobbiamo dire il nostro nome, oppure il nostro nome e cognome. Attenzione: prima il nome, e poi il cognome, come dice il Bigliettaio a Kevin:

BIGLIETTAIO. Signore! Prima il nome e poi il cognome.

BIGLIETTAIO. … Mi dica: come si chiama? Nome e cognome, per favore.

KEVIN BAJRAKTARI

Adesso parliamo dell’alfabeto. L’alfabeto italiano ha 26 lettere. Quando dobbiamo dire a qualcuno come si scrive una parola difficile o il nome e il cognome di una persona, non diciamo solo le lettere dell’alfabeto, ma aggiungiamo il nome di una città che comincia con quella lettera. Proprio come fa Kevin:

BIGLIETTAIO E come si scrive, scusi?

KEVIN KE-VIN! (scandito)

Kappa (PRONUNCIARE CAPPA)

E come Empoli

V come Venezia

I come Imola

N come Napoli

BIGLIETTAIO Ah, KE-VIN! (scandito)

E questo è il nome.

E il cognome?

KEVIN baj- ra-kta-ri

B come Bari

A come Ancona

J (PRONUNCIARE I LUNGA)

R come Roma

A come Ancona

K (PRONUNCIARE CAPPA)

T come Torino

A come Ancona

R come Roma

I come Imola

Ecco le lettere dell’alfabeto ed ecco i nomi delle città: A come Ancona, B come Bari, C come Como, D come Domodossola, E come Empoli, F come Firenze, G come Genova, H come hotel (non ci sono città italiane con la h), I come Imola, L come Livorno, M come Milano, N come Napoli, O come Otranto, P come Palermo, Q come quadro (non c’è una città con la q), R come Roma, S come Savona, T come Taranto, U come Udine, V come Venezia, Z come Zara.

Mancano cinque lettere, che si adoperano quasi solo nelle parole straniere. Queste lettere sono: j lunga, kappa, vu doppia, ics e ìpsilon.

Prima abbiamo parlato del verbo chiamarsi, dopo abbiamo parlato dell’alfabeto. A che servono queste due parole, prima e dopo? Mettono ordine nel tempo, nelle cose da fare e nei fatti che succedono. Sentiamo come le usa Pauline:

MOGLIE No. Non così. Attento. Così non va bene… Prima mettiamo la valigia grande, dopo mettiamo il pacco marrone.....

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Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale