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PER USARE L’ITALIANO
TRUCCATRICE all’attore: Ma quanti anni hai?

ATTORE AL TRUCCO: 53.

ATTORE: Scusi, ma lei quanti anni ha?

UOMO DEI CESTINI: Io… 53…, ho cinquantatré anni.

“Quanti anni hai?”, “Quanti anni ha?”. Per chiedere e dire l’età dobbiamo imparare tre cose: la parola quanti, il presente di avere e i numeri.

Quanti, plurale di quanto, si usa nelle domande, quando vogliamo sapere un numero: “Quanti giorni ha una settimana?” “Sette”. “Quanti giocatori ha una squadra di calcio?” “Undici”. Quanto al singolare si usa quando vogliamo sapere una quantità: per esempio “Quanto zucchero vuoi nel caffè? Un cucchiaino”.

E adesso sentiamo il presente del verbo avere:

MARCIA: ........Io ho ventotto anni.

MARCIA: Sì, hai ragione.

MARCIA: Lui ha 21 giorni.

REGISTA: .............Abbiamo poco tempo…

UOMO: Ah! allora avete ragione tutte e due!

CASSIERA: .................Hanno lo stesso prezzo.

Il presente di avere è: io ho, tu hai, lui o lei ha, noi abbiamo, voi avete, loro hanno. Attenzione: ho, hai, ha, hanno si scrivono con l’acca prima della a. Quest’h all’inizio della parola non ha un suono: esiste solo nella scrittura.

Il verbo avere significa tante cose. Per esempio, la frase “Carlo ha una macchina”: significa che Carlo possiede una macchina, che la macchina è sua. Come Kevin, che ha la patente da due anni:

RAGAZZO: Io ho la patente da due anni!

Se diciamo “Kevin ha freddo”, oppure “ha paura”: vuol dire che “sente freddo”, o che “prova paura”. La frase “Kevin ha due figli” significa che Kevin è il padre di due figli. Infine, se diciamo: “Lei ha tre mesi”, qui avere indica l’età di una bambina.

UOMO: È una bambina vero?

PAULINE: Sì, è una bambina. Ha 3 mesi

Passiamo ai numeri che indicano gli anni. I numeri da 1 a 20 li conosciamo già. Per i numeri da 21 a 100, prima di tutto dobbiamo imparare le decine: venti, trenta, quaranta, cinquanta, sessanta, settanta, ottanta, novanta. Sentiamo qualche esempio:

PAULINE: No. Ho appuntamento per il 30 novembre

TRUCCATRICE: Ecco così ha 50 anni

UOMO IN STRADA: Ho capito. Posso prendere il 60

REGISTA: No. No. Non va bene. Il mio personaggio ha 80 anni, anzi 88.

I numeri da ventuno a novantanove si formano aggiungendo alla decina i numeri da uno a nove: ventuno, ventidue, ventitré, ventiquattro, venticinque, ventisei, ventisette, ventotto, ventinove; e allo stesso modo: trentuno, trentadue, trentatré, quarantuno, quarantadue, quarantatré, e così via.

UOMO ALLA CASSA DEL MUSEO: Ho cinquantatré anni.

DONNA ALLA MOTORIZZAZIONE: Scusi, ma lei quanti anni ha?

UOMO: Cinquantasei.

CASSIERA: .....Dopo i 65 anni è gratis, non si paga niente.

Attenzione: venti, trenta, quaranta e le altre decine perdono la vocale finale davanti a uno e davanti a otto: venti + uno si dice ventuno; venti + otto si dice ventotto eccetera.

MARCIA: Ah. Scusi. Io ho 28 anni. Lui ha 21 mesi

REGISTA: No. Non ha 88 anni. Non ha 91 anni. Non va bene.

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Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale