chiudi la finestra
Segui le dirette sul portale di Rai Arte SEGUICI SU FACEBOOK

Livello A1
Unità 10

Alternative Display Source – LivePreviewPage.htm
Aggiornamenti ogni 30 minutes.
Bookmark – Arte news

Get Adobe Flash player

ZOU: ..............Che lavoro fai?

ANGEL: Lei che lavoro fa?

KEVIN: Bene... che lavoro fate?

Le frasi che avete sentito servono per chiedere a una persona che lavoro fa. Chiediamo “Che lavoro fai?” se usiamo il tu, come fa Zou; “Che lavoro fa?” se usiamo il lei, come fa Angel; “Che lavoro fate?” se le persone sono più di una, come dice l’impiegato quando parla con Pavel e Pauline.

Come si risponde a queste domande? Sentiamo:

GIUSEPPE: Io faccio il vigile.

JULIA: Faccio la commessa.

ANGEL: Io sono operaio.

KHADIJA: Sono la segretaria del direttore di una grande azienda…

PAULINE: Lui fa il giardiniere e io la badante…

Dunque, quando rispondiamo possiamo dire: faccio il…, faccio la…, oppure: sono + il nome di una professione: vigile, commessa, operaio, segretaria, giardiniere, badante.

“Faccio IL vigile”, “faccio LA commessa”. Che cosa sono queste piccole parole, il e la? Sono gli articoli determinativi. Gli articoli determinativi stanno sempre prima di un nome e sono singolari, come il, lo, la e plurali, come i, gli, le.

Gli articoli singolari il e lo si usano davanti ai nomi maschili. Il si usa davanti ai nomi maschili che cominciano con una sola consonante: il signore, il biglietto; o davanti ai nomi che cominciano con una consonante più r: il traffico, il treno, il professore ecc.

KHADIJA: ......... Il signore non conosce Hamid…

GIOVANNA: Vorrei vedere il biglietto….

GIUSEPPE: ............ per me il traffico non è un problema.

Lo si usa davanti ai nomi maschili che cominciano per s + consonante (come per esempio spettacolo: lo spettacolo) e per z (lo zio).

Davanti ai nomi maschili che cominciamo per vocale si usa l’ con l’apostrofo, che è una forma ridotta di lo: per esempio l’appuntamento, l’italiano, l’ospedale.

ZOU: .............l’appuntamento è proprio qui?

La si usa davanti a tutti i nomi femminili: la sera, la torta, la storia, la zia. Se il nome femminile comincia per vocale si usa la forma ridotta l’ con l’apostrofo: l’offerta, l’amica, l’isola, l’opera.

PAVEL:...............ci vediamo la sera

KEVIN: ............ecco l’offerta:................

Il plurale di il è i: il lavoratore, i lavoratori; il panino, i panini:

ANGEL: qui i lavoratori ricevono assistenza gratuita...

il plurale di lo e della forma ridotta l’ è gli: lo spettacolo, gli spettacoli; lo zio, gli zii; l’amico, gli amici; l’albero, gli alberi.

Il plurale di la e della forma ridotta l’ è sempre le: le multe, le offerte, le storie, le zie.

GIUSEPPE: beh sa… le multe… nessuno ama le multe…

KEVIN: .....................Possiamo guardare le offerte…

I nostri amici hanno usato spesso le forme del presente indicativo del verbo fare.

KHADIJA: ............Come faccio adesso, come faccio?

PAULINE: Che fai?

KHADIJA: Signora Giovanna!!! Che fa qui?

IMPIEGATO: Facciamo 5 raccomandate e 5 conti correnti per volta…

ANGEL: ....... voi vigili fate un lavoro necessario

KHADIJA: ...................oggi tutti fanno la fila qui…

Fare è un verbo molto, molto usato in italiano. È un verbo irregolare: significa che, anche se finisce in -are, non è come tutti gli altri verbi in -are. Il presente indicativo di fare è: io faccio, tu fai, lui o lei fa, noi facciamo, voi fate, loro fanno.

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale