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Comprare vestiti in un negozio di abbigliamento è divertente, ma è anche complicato.

Impariamo le parole giuste. Quando parliamo a una commessa o a un commesso dobbiamo usare una parola gentile che conosciamo già: “vorrei”. Dobbiamo dire “vorrei vedere un vestito”, “vorrei provare la giacca in vetrina”.

COMMESSO: Buongiorno. Posso essere utile?

CLIENTE: Buongiorno. Sì, grazie. Vorrei vedere un vestito.

Possiamo chiedere una giacca, un paio di pantaloni, una camicia (che può essere a maniche lunghe, e a maniche corte), una gonna, un maglione (che può essere a V o a dolce vita), una maglietta e moltre altre cose ancora. Quando chiediamo un vestito, però, dobbiamo ricordare che la parola “vestito” ha diversi significati, come sa bene il nostro commesso:

COMMESSO: Facile dire vestito. Ma un vestito come? un abito lungo? Un abito corto? un tailleur giacca e gonna? un tailleur giacca e pantaloni?...

Possiamo indicare un vestito da donna, che è un pezzo solo, oppure un completo da donna, composto da due pezzi: la giacca e la gonna, oppure un completo da donna o da uomo composto da giacca e pantaloni.

CLIENTE: ...........Vorrei vedere un completo giacca e gonna.

Per provare un vestito, dobbiamo dire al commesso o alla commessa quale taglia portiamo: la taglia è la misura del vestito. Si indica con i numeri pari da 38 in poi (38, 40, 42, 44, 46 e così via) oppure con le lettere S, M, L, XL.

CLIENTE: ..............Io porto una 42, o una 44!

KEVIN: .............Porto la taglia 50.

FARMACISTA: .................. Che taglia porta?

CLIENTE: una 40, al massimo una 42. ...................................

FARMACISTA: Guardi, in realtà le misure sono S, M e L.

Poi dobbiamo dire alla commessa anche di quale colore vogliamo il vestito:

CLIENTE: .....................Voglio un tailleur. Gonna e giacca, marroni.

Questa è l’occasione buona per imparare un po’ di aggettivi che indicano i colori: bianco, rosso, nero, giallo, azzurro, verde, celeste, marrone, blu.

VENDITORE: Preferisce un altro colore? C’è anche in blu e verde, rosso, arancione e marrone, bianco e rosso…

Questi aggettivi non sono tutti uguali. Bianco, rosso, giallo, nero, azzurro si comportano come l’aggettivo bravo: escono in -o al maschile singolare e in -i al plurale, escono in -a al femminile singolare e in -e al plurale: rosso, rossi, rossa, rosse; nero, neri, nera, nere.

COMMESSO: O forse è meglio un bel vestito rosso?

FARMACISTA: Vuole altro?

CLIENTE: Sì, veramente… delle calze nere.

I colori verde, celeste, marrone, arancione, invece, si comportano come i nomi in -e che abbiamo studiato: il maschile e il femminile sono uguali, al singolare escono sempre in e, mentre al plurale escono in i: verde, verdi. Sentiamo qualche esempio:

COMMESSO: Un vestito, sì. Un bel vestito verde...

KEVIN: .......Mi piacciono molto i maglioni verdi.

KEVIN: Una sciarpa! arancione, marrone e blu…

L’ultimo aggettivo di colore che abbiamo nominato, blu, è diverso da tutti gli altri, perché è invariabile, cioè sempre uguale, e può stare insieme a nomi maschili, femminili , singolari e plurali.

Attenzione. Gli aggettivi in -e non sono solo aggettivi che indicano i colori. Anche molti aggettivi di qualità escono in -e al singolare e in -i al plurale: per esempio grande, grandi; elegante, eleganti; originale, originali:

CLIENTE: .......Questo vestito è grande....................... Voglio un completo elegante......

VENDITORE: E sono vestiti originali!

Ricordate che il nome e l’aggettivo devono andare d’accordo? Per esempio, completo è un nome maschile singolare, quindi sta insieme all’aggettivo maschile singolare elegante; invece vestiti è un nome maschile plurale, quindi sta insieme all’aggettivo maschile plurale originali.

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Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale