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Oggi abbiamo un problema nuovo. Come si fa una proposta? Come si chiede a qualcuno se vuole fare qualcosa insieme a noi? Sentiamo qualche esempio:

RAGAZZO: Ti va di provare questo?

OREFICE: Vi va di guardare questi?

Allora: usiamo ti va di e l’infinito, oppure vi va di e l’infinito; ti va di se parliamo a una persona sola, vi va di se parliamo a più persone.

Un altro modo per fare una proposta è: “che ne dici di…”, “che ne dite di…,”, sempre seguito dall’infinito:

PARROCO: E tu che ne dici di cominciare a lavorare?

OREFICE: Che ne dite di guardare con calma?

“Che ne dici di...” è più formale di “Ti va di...”. Per questo lo usiamo quando a una persona diamo del lei: “Che ne dice di…?”

ADDETTO PULIZIE: Allora, che ne dice di tornare domani?

Possiamo dire anche Perché non…?, come fa il negoziante che offre del formaggio al suo cliente:

GESTORE: ..........*Perché non prova questo? viene dalla Sardegna…

Oppure possiamo dire: vuoi, volete, vogliamo fare questo? Vuoi, volete, vogliamo fare quest’altro?, come in questi esempi:

RAGAZZO: Dai, per favore, vuoi aiutarmi?

ADDETTO PULIZIE: ..........Vuole vedere il nostro campo di calcio?

OREFICE: Allora... volete vedere una bella collana?

Vuoi, vuole, volete, sono forme del presente di volere, che è un verbo irregolare. Sentiamolo tutto: io voglio, tu vuoi, lui o lei vuole, noi vogliamo, voi volete loro vogliono. Di solito, dopo voglio c’è un verbo all’infinito. Sentite:

CAPOREPARTO: Voglio finire l’università e poi fare carriera.

GESTORE: .....Vuole assaggiare questi formaggi?

Per accettare una proposta possiamo rispondere in molti modi diversi. Il più facile di tutti è ; in più possiamo rispondere: Ma certo! Volentieri!, Va bene, Certamente.

E invece come si fa per rifiutare, per dire no a una proposta? Non è gentile dire no e basta. Bisogna rispondere come fanno queste signore:

ADDETTO PULIZIE: ..............Magari prima possiamo prendere un caffè...

MAMMA: Volentieri, ma ora non ho molto tempo.

OPERAIO: ........senti, vuoi venire al cinema con me?

CAPOREPARTO: Mi dispiace, non posso.

Avete sentito? Mi dispiace, ma non posso. Oppure: Ci dispiace, ma non possiamo.

Posso è come voglio: è un verbo irregolare. Ecco il presente: io posso, tu puoi, lui o lei può; noi possiamo, voi potete, loro possono. Anche dopo posso c’è un verbo all’infinito.

OREFICE: Buonasera. Posso essere utile?

ADDETTO PULIZIE: .......Qui all’oratorio i ragazzi possono fare davvero tante attività.

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Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale